Il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo si è dimesso. La decisione dopo la lettera con cui il prefetto ha avviato la procedura di dissesto a seguito della bocciatura della Corte dei Conti sul piano di rientro. Il tutto preceduta da una riunione del Consiglio comunale molto movimentata, che ha visto l’amministrazione di centrosinistra contestata in aula, occupata al termine dalle forze di opposizione.
“Ho trasmesso poco fa la lettera delle dimissioni secondo l’articolo 53 del Tuel”, ha detto il Sindaco, il cui mandato è stato minato dalle difficoltà finanziarie, da vicende giudiziarie pesanti e infine dal dissesto di bilancio.
Dopo le dimissioni del sindaco, sono arrivate le prime dichiarazioni da parte delle forze politiche ternane che insinuano il dubbio che le dimissioni appena date verranno revocate entro i 20 giorni previsti.
Per la Lega Nord Umbria, “è arrivato il momento che tutti aspettavano con ansia e trepidazione: le dimissioni di Di Girolamo”. L’intervento è del capogruppo Lega Umbria, Emanuele Fiorini e del segretario Lega Terni, Federico Cini. “Un gesto, quello del sindaco, che arriva con almeno 3 anni di ritardo e con una città ormai sul baratro del dissesto – proseguono i leghisti – Bisogna solo sperare che siano irrevocabili e che l’agonia della città, dopo un annuncio di mera facciata utile solo a placare gli animi, non sia prolungata dall’attaccamento al respiratore artificiale delle alchimie politiche e dei rimpasti. Apprendiamo, per giunta, anche la beffa delle tempistiche, che rivelano come più che una ammissione di responsabilità quella del sindaco sia stata l’ennesima manovra politica guidata dal PD, un partito i cui dirigenti sono ormai convinti di poter fare il bello e il cattivo tempo in città. Dietro di sé il sindaco lascia cumuli di macerie sovrastati da un’impenetrabile cappa di fumi (di certo non di caminetti). Ma al di là dei sin troppo facili entusiasmi, ora è il momento di rimboccarsi le maniche e lavorare a testa bassa per poter finalmente ridare a questa città un governo dignitoso.
È necessario che tutte le forze politiche responsabili che non antepongano al bene di Terni particolarismi o logiche di partito, convergano su un progetto che abbia al centro la rinascita economica, sociale e culturale della nostra città. E per questo, dopo anni di vuoto spesi solo a racimolare denari per far fronte ai debiti creati da una insipienza amministrativa portata alle estreme conseguenze e a zigzagare tra indagini e avvisi di garanzia, è necessario ridare consistenza e spessore politico a Terni per ricondurla al posto che merita nell’ambito della nostra Regione ed evitare così che ulteriormente degradi a terra di conquista e di spoliazioni”.
Per il gruppo “I Love Terni”, “mentre continuano a fioccare le dimissioni ed i rifiuti, Cavicchioli, Zingarelli, Finocchio cui si aggiungono oggi Piermatti e Ricci che, come i sottoscritti, chiedono elezioni subito, il sindaco, dopo una manifestazione epocale di ieri dei cittadini in consiglio e l’occupazione del municipio ad iniziativa di alcuni consiglieri di minoranza cui si sono uniti molti ternani, si è deciso a dare le dimissioni prima della dichiarazione del dissesto. Una nostra piccola parziale vittoria.
Ma, come al solito, decide e non decide. Giungono voci sinistre da questa ribollente maggioranza che affermano chiaramente come le dimissioni saranno revocate entro i 20 giorni utili previsti dalla legge. Un patetico teatrino. La città è ormai convinta che solo e soltanto le elezioni a giugno 2018 possano ridare alla città la possibilità di ripartire dopo questi nove anni caratterizzati da errori macroscopici, irregolarità ed illegalità che la legge sta perseguendo. La città è stanca ed è pronta ad una mobilitazione senza precedenti di fronte all’ennesima presa in giro.
Nel contempo riteniamo che debbano essere esperite tutte le azioni di responsabilità affinchè a pagare questa voragine non siano i cittadini ma tutti coloro che, a cominciare dal sindaco e dai suoi assessori, sono responsabili degli errori ma anche delle irregolarità e delle illegalità emerse.









