Riunione partecipativa sul piano sanitario regionale

Nel corso dell’audizione a Terni per la fase partecipativa del nuovo piano sanitario regionale, una voce autorevole, quella del Presidente dell’ordine dei medici del’Umbria, Aristide paci, si è alzata a confermare che qualcosa non va nei rapporti con l’università perugina, che si estrinsecano principalmente nel polo ospedaliero del capoluogo regionale.
” Nessuno è contrario all’alta specialità, ma attenzione perché il bacino di utenza di una regione di 800 mila abitanti è troppo scarso per sostenere i costi delle cosiddette eccellenze. Da evitare anche che ci si arrivi per effetto delle convenzioni con l’Università.
In Umbria in passato siamo arrivati a 3 neurochirurgie, oggi non è più possibile”.
Ciano Ricci Feliziani (associazione Cittadella) già direttore generale dell’ azienda ospedaliera di Terni ha sentenziato “No alla doppia specialistica in Umbria” e sì a un nuovo ospedale Narni -Amelia purché guardi alla riabilitazione, perché di questo c’è bisogno e questo ci richiede il 50 per cento delle utenze che vengono da fuori regione.” Così rimarcando che nell’altro polo regionale l’attrazione non è così elevata. Anche per Gianpiero Amici (Comune di Terni): “Serve una rete di servizi sanitari ma vanno evitati i doppioni”.
Gilberto Vincenzoni (Anaao-Assomed) ha invece dichiarato “Ci lascia molto perplessi la situazione che vede la facoltà di medicina convenzionarsi con tutti i servizi sanitari fino ai medici della medicina generale”

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