Anche le imprese che non soffrono riduzioni di ordini devono far fronte a ritardi nei pagamenti, quindi la funzione del credito è essenziale per sopravvivere

Il direttivo CNA Assomeccanica nel corso dell’ultima assemblea, alla presenza di cinquanta imprenditori, ha preso atto del clima di incertezza che il settore, nelle sue diverse componenti (auto motive, aeronautico, energetico, idraulico, fino al packaging) sta attraversando.
 “Sono già molti i casi di difficoltà segnalati – afferma il Presidente Provinciale di Perugia della categoria, Flaminio Flavi. Ma nell’arco dei prossimi mesi – puntualizza – molte imprese umbre, in assenza di interventi che assicurino certezze per il futuro, potrebbero rischiare la chiusura”.
Purtroppo anche quelle che non risentono in modo eccessivo della riduzione degli ordini trovano crescenti difficoltà di tipo finanziario.
La maggioranza delle imprese di meccanica di precisione che lavorano in sub fornitura per clienti locali o nazionali, secondo le stime CNA, rilevano una forte riduzione degli ordini per i prossimi mesi, si va dal 15 al 50%.
Il settore che sembra essere più colpito dalla crisi è quello dell’automotive, con particolare riferimento alla costruzione di mezzi pesanti, gli ordini qui sembrano essere calati oltre il 60%.

Resistono le imprese di meccatronica sia quelle che realizzano un proprio prodotto sia quelle che lavorano su commessa. In entrambi i casi si registra inoltre una buona propensione ai mercati esteri.
Vedono positivo anche le imprese di meccanica di precisione che essendo presenti nei mercati internazionali hanno deciso, già a partire dai primi mesi del 2008, di passare dalla produzione di pezzi in grandi serie alla realizzazione di piccoli lotti ad alto contenuto qualitativo posizionandosi così in nicchie di mercato ad alto valore aggiunto.
Nonostante ciò solo poche imprese prevedono per il 2009 aumenti di fatturato, in pochi casi, davvero eccezionali, si prevede un incremento superiore al 20%. Si tratta, in questo caso, di imprese ad alto contenuto tecnologico specializzate in nicchie di mercato come quelle dell’aeronautico, energetico e della difesa che nel corso degli ultimi anni hanno realizzato notevoli investimenti anche attraverso la creazione di network stabili di imprese.

“Ma al di là della riduzione degli ordini, fenomeno che interessa molti ma non tutti, vi sono problemi comuni a tutta la categoria che vanno affrontati immediatamente.
In particolare -prosegue Flavi- ci riferiamo all’allungamento dei tempi di pagamento, all’aumento degli insoluti, alle restrizioni creditizie da parte del sistema bancario.
Per fronteggiare il calo degli ordini si stanno costruendo all’interno delle singole imprese adeguate risposte commerciali, puntando su nuovi prodotti ma soprattutto su nuovi mercati , in particolare su quelli internazionali.
Al problema degli insoluti si sta cercando di rispondere attraverso una adeguata selezione dei clienti. Ciò che lascia disarmati i nostri imprenditori è la questione relativa alla restrizione del credito da parte del sistema bancario“.

Le imprese nel corso degli ultimi due anni, trainate dall’andamento positivo del settore, si sono impegnate in ingenti programmi di investimenti per rendere più competitive le proprie strutture nel mercato. Pertanto se gli istituti di credito non assicureranno adeguati interventi agli imprenditori, dando loro la possibilità di riposizionarsi nei mercati locali, nazionali ed internazionali molte delle aziende locali di produzione nel corso dei prossimi mesi saranno costrette a chiudere.
In definitiva, in assenza di adeguate politiche del credito da parte degli istituti bancari nei confronti della piccola impresa e in mancanza di adeguati interventi pubblici a sostegno dell’attività svolta dalle cooperative di garanzia delle associazioni di categoria ogni sforzo per superare, vivi, la crisi risulterà vano.

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