Parleremo del “Canto degli uccelli”. La prima registrazione in assoluto dei loro suoni fu eseguita nel 1889 in Germania da Ludwig Koch. Nel 1898 un biologo, Sylvester Judd, eseguì la prima registrazione negli Stati Uniti. Fu solo nel 1912 che alcuni ricercatori della Cornell University, diretti da Artur Allen perfezionarono le tecniche e l’attrezzatura necessaria per registrare con successo il canto degli uccelli sul campo.
La capinera con il suo chiacchiericcio, il beccafico che canta con alcune esitazioni iniziali, il Pettirosso con il suono acuto e penetrante, l’usignolo con il suo dolce gorgheggio.
LA “CHIOCCA” DI LUCIANO
Non c’è al mondo un luogo più silenzioso del bosco. I rumori sono codificati: la voce del boscaiolo,gli zoccoli dei muli, la voce di un cane sciolto, il canto del tordo o del sassello.
Camminando nel bosco trovi sempre una piccola strada, un sentiero, un viottolo. Sali e scendi sempre. Alle volte il cielo scompare. I colori nell’autunno inoltrato sono struggenti: il verde sbiadito e l’arancione delle foglie di querce.
La migrazione è già in una fase avanzata. Le palombe e i tordi sono ormai passati: ora arrivano i sasselli. Chi li aspetta? Il suono della “CHIOCCA” e il suo suonatore: Luciano Cerquiglini.
Sono a casa sua, parliamo. Mi mostra la “CHIOCCA” d’ottone. E’ lucida e splendente. Una volta si parlava dei migliori imitatori del canto degli uccelli. Si diceva da quelle parti: “Chi è più bravo di “Pascoli” (mio padre) con il “fischio” e di Pompeo (lo scopino del paese) con la “CHIOCCA”?
Pompeo era zoppo, aveva un fucile ad una canna che portava sempre piegato sotto una giacchetta logora. Passava sempre davanti a casa mia quasi all’imbrunire. Andava nella macchia ed immobile come una statua imitava il verso degli uccelli.
Adesso è Luciano che parla: “Questo tipo di caccia si pratica da fine ottobre, quando le giornate sono serene e spira vento di tramontana. Con questo vento infatti il cielo è pulito, gli uccelli nei boschi si muovono e avverti meglio il loro canto”. “ Cammino tutto il giorno, mi fermo ogni cento metri. “Devo innanzi tutto capire se ad esempio il merlo che mi risponde è maschio o femmina. Infatti se è maschio “chiocco” da femmina e viceversa”. Questo è un segreto, mi dice Luciano, non lo svelare a nessuno! Ma quale segreto rispondo! Da che mondo e mondo questa è solo l’eterna storia del desiderio e dell’amore!
Continua Luciano: “Il merlo maschio canta con suoni cupi a piccoli intervalli, mentre la femmina è più chiacchierona. Un canto,un altro ancora, e s’avvicina.” “Per i sasselli e i tordi,occorre la “chioccata” della merla e il verso della civetta, ed anche lo “strillo”, che si ottiene mettendo le labbra sul polso” . “Chiocco, e mi si ferma il cuore. Ho sbagliato? Forse un suono troppo lungo? Riprovo, una volta due volte. Ma si risponde, risponde ancora. Ed allora il sangue comincia a scorrere veloce nelle mie vene e non mi importa più di sparare”.
Ormai l’intervista è finita. Si ode smorzato l’abbaio di un cane lontano.
Dimenticavo di dirvi una cosa: quando di notte, nei mesi della migrazione c’è la luna piena, i tordi ed i sasselli cantano. Però alle volte se tu poni l’orecchio verso il cielo, non riesci facilmente a distinguere se sono loro, o se è Luciano il “chioccatore”, a chiamarli.







