La decisione è già operativa da stanotte, ma le condizioni del servizio necessitano di un ripensamento totale dell'organizzazione

La vicenda dei cinque medici del servizio, cioè tutta la dotazione del servizio, che avrebbe dovuto assicurare l’assistenza medico generica e pediatrica notturna al territorio di Perugia e che invece si erano isolati telefonicamente dal mondo per dormire, ha subito messo in giro una pluralità di ipotesi e considerazioni di cui non è facile valutare l’attendibilità.

Alcuni fatti e circostanze sono però incontrovertibili: i precedenti, la sistemazione logistica del servizio di guardia medica di Perugia, le reazioni della direzione della Usl.
In passato era già stata rilevata una tendenza dell’equipè medica a gestire l’organizzazione in base a canoni un po’ particolari
, tanto che un medico di guardia aveva subito un procedimento disciplinare perché ad una certa ora della notte aveva preferito andarsene a dormire a casa, “coperto” dai colleghi rimasti in servizio.

Di notte il palazzo dell’Usl 2 a piazzale Europa si svuota, salvo per il servizio di guardia, e non è che intorno ci siano poi tante abitazioni.
Quindi di notte i medici di guardia tendendo a “barricarsi” per un senso di insicurezza che, però, causa anche mancanza di un controllo “popolare” che invece esiste laddove i punti i guardia sono inseriti nelle strutture ospedaliere.

Quanto alle reazioni, al di là del comunicato stampa della direzione della Usl e della comparsa sugli schermi Tv del Direttore Generale, c’è da registrare che quest’ultimo avrebbe subito disposto la sospensione dal servizio convenzionale dei cinque sanitari ritenuti responsabili di interruzione di pubblico servizio e la loro sostituzione con altrettanti medici sin da stanotte.
La decisione sarebbe avvenuta nonostante che, in modo in verità molto confuso, in Tv un rappresentante sindacale abbia abbozzato una giustificazione sul fatto di dormire che, sicuramente, anche se fosse pienamente fondata, non va ad intaccare il fatto più grave, la vera interruzione del servizio, causato dall’aver determinato l’isolamento telefonico di un servizio essenziale per la popolazione, ma che potrebbe portare ad una differenziazione di responsabilità tra i maturi medici di guardia di Perugia “in servizio” (si fa per dire) la notte scorsa.

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