E’ ripreso quasi in sordina il processo ad Amanda Knoxe Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher. Pochi giornalisti, e praticamente nessun curioso, salvo un piccolo gruppo di studenti poi entrati in aula, in attesa davanti al palazzo di giustizia di Perugia, dove stamani è iniziata la seconda udienza.
C’è invece il padre di Amanda Knox, Kurt, insieme allo zio e la seconda moglie del padre del giovane pugliese.
Al suo arrivo in aula, Amanda, maglioncino verde a V e jeans, si è rivolta verso il padre, gli ha sorriso e rivolto un cenno di saluto con la mano al quale l’uomo ha subito contraccambiato. Dopo la giovane americana è arrivato in aula Sollecito, giubbino verde su una maglia di lana e calzoni marroni.
Non è sembrato accorgersi della presenza in aula dei due partenti (il padre, citato come testimone non può partecipare al procedimento).
L’udienza si è aperta con l’esame di alcune questioni relative al memoriale scritto dalla Knox dopo il suo arresto (nel quale parla della notte dell’omicidio) e sequestrato dalla polizia.
L’avvocato dell’americana ha cercato di farlo escludere dagli atti processuali, ma è stato acquisito agli atti dalla Corte d’assise di Perugia nel processo e questo sicuramente è un bel colpo per l’accusa.
Poi Raffaele Sollecito, prendendo la parola per una dichiarazione spontanea davanti alla Corte, ha detto “Mi ritengo vittima di un errore giudiziario” proclamandosi estraneo all’omicidio di Meredith Kercher. Sollecito, con voce commossa, ha quindi spiegato di avere conosciuto “appena Meredith, la coinquilina di Amanda”. “Non ho mai conosciuto Rudy Guede e con Amanda avevo un rapporto sentimentale appena cominciato“.
È stato poi sentito Filippo Bartolozzi, all’epoca dell’omicidio di Meredih Kercher, dirigente della polizia postale di Perugia, deposizione si è aperta con la ricostruzione degli accertamenti svolti in occasione del ritrovamento dei due cellulari della vittima nel giardino di una casa vicina a quella del delitto. Bartolozzi ha anche parlato della telefonata di minacce, rivelatasi poi uno scherzo, che la proprietaria di quella abitazione raccontò di avere ricevuto.
Dopo di lui compariranno davanti ai giudici l’ispettore e l’assistente intervenuti presso la casa di via della Pergola, dove fu uccisa Mez, il 2 novembre del 2007.
Sarà quindi la volta della proprietaria dell’abitazione nel cui giardino vennero abbandonati i due telefoni cellulari della vittima e dei suoi due figli.
I pm hanno quindi chiamato in aula per oggi un’amica della coinquilina italiana della Knox e della Kercher e i loro due fidanzati. Anche loro erano presenti nella casa quando venne trovato il corpo.
- Redazione
- 6 Febbraio 2009








