La situazione paventata dall'Anci rischia di aggravarsi a seguito della prevista esenzione dall'Ici per i fabbricati rurali

“I Comuni umbri non sono in grado, almeno nei due terzi dei casi, di predisporre bilanci di previsione credibili e capaci di fornire ai cittadini i servizi necessari ed i volumi di investimento senza i quali la crisi economica in atto rischia di essere fortemente amplificata”: lo ha dichiarato il presidente dell’Anci Umbria, Paolo Raffaelli, al termine della riunione dell’ufficio di presidenza dell’associazione.
A produrre questo appesantimento insopportabile della situazione – ha aggiunto Raffaelli – sono le scelte del ministero dell’Economia sull’irrigidimento del patto di stabilità e sull’impossibilità per i comuni di reinvestire le risorse derivanti dalla vendita degli immobili di proprietà municipale.
Queste impostazioni vessatorie nei confronti dei Comuni, che ne intaccano l’incomprimibile autonomia istituzionale devono essere radicalmente modificate, come richiesto unanimemente da tutte le componenti dell’Anci nazionale, senza distinzione di orientamento politico”.
Alla vigilia della riunione nazionale dei coordinatori regionali Anci di domani a Roma, e in vista della riunione del consiglio nazionale dell’Anci, l’ufficio di presidenza dell’Anci Umbria ha approvato un ordine del giorno che ripropone le linee degli interventi già proposte dall’Anci nazionale al presidente del Consiglio ed al ministro dell’Economia.
“I Comuni umbri – ribadisce, tra l’altro, il documento – sostengono l’impegno dell’Anci nazionale nei confronti della presidenza del Consiglio e del ministero dell’Economia per una necessaria e rapida inversione di rotta che consenta ai Comuni di predisporre entro il 31 marzo bilanci di previsione veri e utili per i cittadini e per l’economia.

Ma la situazione rischia di complicarsi ulteriiormente ‘’In questo momento, con i Comuni italiani che versano in una situazione di grave crisi economico-finanziaria, dovuta sia alla mancata copertura del minore gettito ICI prima casa (circa 500 milioni di euro) e al taglio dei trasferimenti erariali (451 milioni di euro), arriva dal Parlamento un’altra decisione che provocherà serie ripercussioni ai Comuni, mancando totalmente una adeguata copertura finanziaria’’.
Così Flavio Zanonato, Sindaco di Padova e membro dell’Ufficio di Presidenza dell’ANCI commenta l’approvazione dell’emendamento al ‘milleproroghe’ che prevede l’esenzione dal pagamento dell’Ici per i fabbricati rurali.
“L’approvazione di questo emendamento – spiega – rischia di creare una situazione devastante per i Comuni; infatti, così come formulato, esso esonera dal pagamento dell’ICI tutti i fabbricati che presentino determinati requisiti, ivi comprese le grandi cooperative agricole, provocando serie ripercussioni sui bilanci comunali soprattutto dei piccoli e medi Comuni diffusi su tutto il territorio nazionale.
La riduzione del gettito ammonterebbe, in base ad una stima su dati dell’Agenzia del territorio, a circa 2 miliardi di euro, con riflessi immediati sulla possibilità degli enti di garantire la copertura della spesa per servizi essenziali, dato che il gettito dell’imposta garantisce la spesa corrente’’.

Nel ricordare che una grande maggioranza di Comuni ha già previsto nei propri regolamenti l’esenzione dal pagamento ICI dei fabbricati che presentino un nesso diretto con i coltivatori del fondo su cui insistono, Zanonato rileva che l’emendamento approvato ‘’finisce col riguardare l’esclusione dal pagamento dell’ICI delle grandi industrie alimentari, senza al contempo prevedere idonee misure compensative’’.
’Se l’emendamento passasse anche in Aula del Senato – conclude il rappresentante ANCI – sarebbe quindi necessario che l’effetto della misura non ricada sui bilanci dei Comuni, ma trovi misure compensative che la rendano neutrale sia per il passato sia per il futuro’’.

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