A seguito delle voci false e calunniose circolate nell’ultimo mese nel territorio di Todi e nell’intera regione, gravemente lesive dell’onore, della reputazione e degli interessi di Riccardo Marconi, titolare del Caseificio Montecristo, realtà imprenditoriale la cui fama ha varcato ormai i confini dell’Umbria, quest’ultimo ha provveduto a sporgere nei giorni scorsi formale denuncia-querela contro ignoti, affinchè vengano perseguiti per il reato di diffamazione aggravata, esistendo il sospetto che le stesse siano state create e fatte propagare ad hoc.
I fatti, o per meglio dire le voci, come risulta dalla circostanziata denuncia indirizzata alla Procura della Repubblica di Spoleto, risalgono ad inizio marzo, quando il diretto interessato ha appreso da alcuni dipendenti, fornitori e clienti che veniva diffusa la notizia di un suo arresto unitamente ad altre persone. Marconi, appartamente ad una famiglia molto conosciuta e stimata, stante l’assurdità e totale infondatezza di quanto riferito non ha inizialmente dato molto peso alla cosa, ritenendo che la stessa sarebbe stata destinata a cessare entro brevissimo tempo.
Al contrario la falsa “notizia” ha continuato a diffondersi a macchia d’olio, in particolare nelle zone e negli ambienti dove si esplica l’attività commerciale del Caseificio Montecristo, in alcuni casi con l’aggiunta di altre ipotesi infamanti e altrettanto infondate. Da qui la decisione di Marconi, al fine di salvaguardare la propria immagine e quella della propria attività, inevitabilmente associata, di intraprendere le vie legali, anche a tutela dei 15 dipendenti e collaboratori che vi lavorano.
Nella denuncia-querela vengono citati anche testimoni e situazioni, questo anche al fine di indirizzare le indagini, essendo ormai forte il sospetto che tali false notizie possano essere state create e diffuse ad arte anche per colpire l’immagine del Caseificio Montecristo, che negli ultimi anni si è contraddistinto nel mercato umbro e del centro Italia per una crescente espansione in termini di volumi e visibilità. Da qui la richiesta, nel caso di individuazione dei responsabili a qualsiasi titolo della diffusione della falsa notizia, del ristoro dei danni patrimoniali e non patrimoniali subìti dalla parte offesa.
Nonostante le amarezze, Riccardo Marconi non demorde comunque dai suoi obiettivi. Il rinnovato caseificio, situato a Bodoglie di Todi, all’interno dell’azienda dell’Istituto Agrario, verrà inaugurato prossimamente – probabilmente il 5 e 6 maggio – in accordo proprio con la dirigenza della scuola di agricoltura d’Italia, con l’obiettivo di buttare alle spalle questo brutto episodio con la “ricetta” casearia e di vita di sempre: lavorare tanto e bene per rispondere con nuovi successi agli autori di una così grave denigrazione.








