Il lavoro storico del giornalista Mino Lorusso sarà presentato a Todi sabato 28 aprile nella Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali
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A Todi, sabato 28 aprile, nella Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali, alle ore 18, sarà presentato il libro “Il saio e la lince: viaggio sentimentale nelle Umbrie dei miti” (Rusconi Libri) scritto da Mino Lorusso, giornalista Rai presso la sede regionale e autore di altre tre pubblicazioni, di impronta dichiaratamente meno sentimentale e più politica già alle spalle, attento curatore di una rubrica sull’editoria per la Tgr Umbria.

Sedici capitoli, 208 pagine, il libro restituisce l’immagine di una regione sommatoria di identità diverse, frutto di dinamiche e processi storici dissimili, da cui discende – si legge in un passaggio del volume – la non comune poliedricità dei “caratteri urbano-rurali dell’Umbria, segmentati in borghi, rioni, porte, frazioni e case sparse”. Da qui la scelta della parola “Umbrie” nel titolo, analogamente alle Puglie, alle Calabrie o agli Abruzzi, a ricordarne le diverse origini e suddivisioni.

Dalla nascita del mito ad Annibale all’imperatore Federico II, da San Francesco a Jacopone da Todi, fino a Galileo Galilei, Federico Cesi, Giosuè Carducci, Giacomo Puccini, Sigmund Freud, Gino Bartali, Brigitte Bardot e Leonardo Sciascia: il libro ripercorre alcune tappe della storia umbra, mettendone in rilievo luoghi, personaggi e legami con la grande storia nazionale.

Una lettura del passato, dunque, non convenzionale quella proposto da Mino Lorusso nel suo “Il saio e la lince”, due termini che intendono richiamare già nel titolo – sottolinea nella prefazione il filosofo Dario Ansideri – “l’attenzione sui simboli delle due grandi rivoluzioni del secondo millennio: quella spirituale consistente nel movimento francescano e quella scientifica alimentata dalla nascita dell’Accademia dei Lincei, due rivoluzioni che in Umbria affondano le radici”.

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