Oltre 1 miliardo di euro speso dai cittadini della regione in slot, videopoker e giochi vari, con il 14,3% dei giovani umbri che è a rischio ludopatia
gioco d'azzardo

Il Codacons ha presentato alla Regione Umbria un progetto per la cura della ludopatia sul territorio, finalizzato a fornire un supporto concreto ai tanti cittadini umbri che hanno sviluppato negli ultimi anni forme di dipendenza da gioco. I numeri relativi all’Umbria non lasciano spazio all’immaginazione: in base ai report ufficiali, in regione la spesa per il gioco ha superato 1 miliardo di euro, in forte crescita rispetto al passato – spiega il Codacons – con un investimento procapite che ha raggiunto quota 1.220 euro all’anno. Assieme alla crescita dei soldi spesi in slot, videopoker e lotterie varie, è aumentato il numero dei giocatori problematici, quelli cioè che presentano forme di dipendenza più o meno gravi, e dei giovani che si avvicinano pericolosamente al gioco d’azzardo: in base agli ultimi dati del Cnr il 14,3% dei giovani (15-19 enni che hanno giocato almeno una volta nell’ultimo anno) presenta profili di rischio, mentre il 5,9% è a tutti gli effetti “problematico”.

Il Codacons, in collaborazione con la S.I.I.Pa.C Lazio Onlus e Associazione Articolo 32-97, ha dunque presentato un progetto alla Regione Umbria finalizzato a curare i malati da gioco attraverso l’Onoterapia, ossia l’utilizzo di asini come forma di pet-therapy.
“Il giocatore d’azzardo patologico – spiegano dal Codacons – è nella maggioranza dei casi un individuo che ha perso il piacere di relazionarsi con gli altri, ha spesso problemi sociali e familiari e si trova in una condizione di solitudine. L’onoterapia per le sue proprietà terapeutiche e per la caratteristica forma di comunicazione che si instaura tra l’utente, l’operatore e l’asino, può essere un grande supporto per il giocatore patologico nel suo obiettivo di riconquista dell’autostima e del riconoscimento sociale. L’asino con le sue caratteristiche etologiche, fisiche, comportamentali e simboliche rappresenta un facilitatore alla Relazione, e la relazione con l’asino è il mezzo, lo strumento della terapia.  La qualità più importante e riconosciuta dell’onoterapia rispetto ad altre terapie più tradizionali risiede infatti nel ruolo attivo del paziente, che viene continuamente stimolato e motivato dall’interazione con l’asino. Nel giocatore la capacità di accudimento e l’immediato riscontro dell’influenza del suo ruolo possono rilevarsi importanti ausili terapeutici, soprattutto nell’ottica della co-terapia, un metodo di cura che opera in sinergia con le terapie tradizionali”.

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