Secondo un’indagine del Centro Studi di Confagricoltura, le imprese agricole iscritte nel Registro delle Imprese rappresentano, per fatturato, diversificazione organizzativa e relazione con il mercato, la dimensione realmente imprenditoriale dell’agricoltura. “Le aziende agricole rilevate dall’Istat sono più delle imprese agricole iscritte al Registro delle Imprese, perché l’istituto di statistica prende in considerazione anche quelle che producono prevalentemente per l’autoconsumo” – afferma il deputato 5Stelle Filippo Gallinella, che aggiunge: “Diversamente dagli altri settori economici, per l’agricoltura l’evoluzione del numero delle imprese attive nel settore risente del fattore limitante costituito dal suolo coltivato (SAU – Superficie Agricola Utilizzata), che tende comunque a diminuire (-5,7% nel 2013 rispetto al 2000) in conseguenza della cessata coltivazione dei terreni più ‘difficili’ e della crescente urbanizzazione e della tendenza positiva per cui le aziende agricole diminuiscono più del numero delle imprese agricole (-25,9% nel 2013 rispetto al 2000), mentre aumenta la superficie media per azienda (+53,4% nel 2013 rispetto al 2000). Nel 2017 – prosegue il parlamentare – in un quadro generale di sia pur contenuta ulteriore riduzione (-0,35% rispetto al 2016), in otto Regioni vi è stato un leggero incremento delle imprese registrate: più sensibile nel caso della Calabria (+1,5%); fra lo 0,85% e l’1% in Basilicata, Sardegna e Sicilia; non superiore allo 0,4% in Campania, Lazio, Trentino Alto Adige e Umbria.
Sono invece in crescita nell’ultimo biennio (2016-2017), le imprese agricole a conduzione giovanile under 35. Inoltre, la percentuale di imprese agricole condotte da donne decresce maggiormente, anche se di poco, rispetto al totale delle imprese agricole: dal 29,3% del 2010, scende al 28,6% del 2017. Le Regioni, invece, con la più alta percentuale di imprese agricole a conduzione femminile rispetto al totale delle imprese agricole attive sono, nel 2017, Molise (38,6%), Campania (36,7%), Abruzzo e Basilicata (35,6%), mentre il 33% Lazio e Umbria. In conclusione, la riduzione del numero delle imprese agricole iscritte al Registro delle Imprese presso le Camere di Commercio costituisce un fenomeno fisiologico prevalentemente positivo, in quanto collegato con l’incremento della superficie media aziendale e quindi con un processo di concentrazione produttiva. Alla luce di questi dati – conclude Gallinella – è necessario più che mai puntare sulla formazione dei giovani, semplificando anche le procedure per il primo insediamento e facilitando l’accesso alla terra tagliando i costi, e rendendo così disponibile il patrimonio dello Stato in tutte le sue articolazioni”.
- Redazione
- 22 Maggio 2018








