Ma quasi nessuno capisce il coraggio della denuncia o il pericolo per lo Stato di diritto e se la prende con episodi minori di irregolarità per lo più formali

Le Amministrazioni Pubbliche dell’Umbria, i cui amministratori o funzionari sono stati maggiormente coinvolti in giudizi contabili, sono, in ordine decrescente, quelle: degli Enti Locali (Province, Comuni, Comunità montane), delle Amministrazioni statali, del Servizio Sanitario Regionale, della Regione e quelle di alcuni Enti pubblici nazionali, per attività svolta nel territorio (INPS, Poste, ANAS).”
Così testualmente dice la relazione del dr Ludovico Principato Presidente della sezione giudicante della Corte dei Conti dell’Umbria, ma quello che i giornali hanno messo in evidenza dopo l’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile sono stati i casi di “malasanità”, alcuni dei quali in effetti rientrano nella quotidiana lotta contro la burocrazia da parte di chi vede in prima linea gli interessi dei pazienti più il rispetto delle regole.

Ma cosa ancora più strana è che dell’inaugurazione solo pochi, forse uno, ha colto il pesante attacco ad una iniziativa governativa che si ripercuote pesantemente sulle tasce di tutti gli italiani.
Ai più è sfuggita, forse troppo impegnati a correre in soccorso dei vincitori e dei potenti– la parte della relazione del Procuratore regionale della Corte che ha preso di petto “L’articolo 3, comma 1, della Legge n. 166 del 27.10.2008, concernente “conversione in legge del D.L. n. 134 del 28.8.2008” (Disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi), il quale  prevede che “in relazione ai comportamenti, atti e provvedimenti che siano stati posti in essere dal 18 luglio 2007 fino alla data di entrata in vigore del D.L. al fine di garantire la continuità aziendale di Alitalia-Linee aeree italiane S.p.A., nonché di Alitalia Servizi S.p.A. e delle società da queste controllate, in considerazione del preminente interesse pubblico alla necessità di assicurare il servizio pubblico di trasporto aereo passeggeri e merci in Italia, in particolare nei collegamenti con le aree periferiche, la responsabilità per i relativi fatti commessi dagli amministratori, dai componenti del collegio sindacale, dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, è posta a carico esclusivamente delle predette società.
Negli stessi limiti è esclusa la responsabilità amministrativa-contabile dei citati soggetti, dei pubblici dipendenti e dei soggetti comunque titolari di incarichi pubblici. Lo svolgimento di funzioni di amministrazione, direzione e controllo, nonché di sindaco o di dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari nelle società indicate nel primo periodo non può costituire motivo per ritenere insussistente, in capo ai soggetti interessati, il possesso dei requisiti di professionalità richiesti per lo svolgimento delle predette funzioni in altre società”.

La disposizione, per il Procuratore, è allarmante perché in uno stato di diritto si legifera di rendere irresponsabili gli amministratori che potenzialmente hanno procurato danni alle pubbliche finanze, in violazione di precisi precetti costituzionali, non ultimo quello secondo il quale “ogni cittadino è uguale davanti alla legge”.
“È da annotare che l’Alitalia – ha detto il Procuratore – è una società in stato di dissesto finanziario, per cui chiedersi chi ha causato o contribuito a causare detto dissesto appare abbastanza lecito, soprattutto in un momento in cui molte famiglie versano in gravi difficoltà economiche e stentano ad arrivare dignitosamente a fine mese.
Appare abbastanza lecito e doveroso l’intervento pubblico, effettuato con il prelievo fiscale a carico dei cittadini, ma detto intervento dovrebbe essere sottoposto ai normali sistemi di controllo vigenti, senza aree di impunità.
Eppure, “il preminente interesse pubblico alla necessità di assicurare il servizio pubblico di trasporto aereo passeggeri e merci in Italia”, di cui parla la norma, dovrebbe essere in linea con l’interesse alla salvaguardia del bilancio dello Stato ed alla corretta gestione delle risorse finanziarie e, quindi, anche al perseguimento delle responsabilità di chi ha agito con leggerezza, disperdendo e utilizzando in maniera non corretta le risorse disponibili che, tra l’altro, sono sempre limitate e non sufficienti a soddisfare tutte le esigenze della collettività.

Solo il Sindaco di Terni e Presidente dell’Anci Umbria ha avuto qualcosa da dire sia pure per evidenziare solo una disparità di trattamento tra enti ddiversi e non certo il danno per il “popolo”, termine forse abusato ma che dovrebbe tornare ad avere un significato anche nei comportamenti pubblici.
“Sul versante delle funzioni di controllo contabile nei confronti della pubblica amministrazione – a detto Raffaelli –si sta assistendo ad una progressiva opera di accentramento di responsabilità in capo al Governo che intacca i valori costituzionali tanto dell’autonomia dei Comuni che della terzietà della magistratura contabile”.
Secondo Raffaelli, “nei confronti dei sindaci e dei Comuni si moltiplicano le misure vessatorie e restrittive dell’autonomia, senza nessun quadro normativo e di garanzie affidabili, mentre le grandi operazioni di manomissione del patrimonio pubblico, come quella dell’Alitalia, restano svincolate, per esplicita volontà del Governo, da qualunque potestà di controllo. È questo il desolante scenario a cui ci troviamo di fronte”.” Si sta così profilando un’insopportabile discriminazione tra i diversi livelli della pubblica amministrazione, con gli apparati centrali dello Stato cui tutto è permesso, senza controlli nè regole, ed i Comuni e le autonomie locali nel loro complesso ai quali è invece sostanzialmente tutto impedito.”

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