Nella riunione indetta dal PD, molte parole, appelli all'unità e qualche polemica, il tutto inframmezzato dalle rassicurazioni dell'assessore regionale e del direttore della Usl 2

Nell’Ospedale comprensoriale della media valle del Tevere Deruta, Marsciano e Todi, ubicato nella frazione Pantalla di Todi, ad un passo dai confini con Collazzone, si svolgeranno tutte le attività che sono attualmente divise tra le strutture ospedaliere di Todi e Marsciano, comprese quelle chirurgiche.
Un’affermazione così categorica avrebbe potuto determinare lo scioglimento immediato della riunione nella sala del Consiglio comunale di Todi che, iniziata alle 18 si è conclusa alle 20, in una sala affollata, ma che brillava per un’età media dei presenti alquanto elevata, più interessata – gli applausi schioccavano – agli scambi polemici che alla sostanza delle cose.
Polemiche a parte, d’altronde comprensibili in una riunione chiaramente di parte, l’affermazione del capogruppo del Pd nel Consiglio Comunale tuderte è stata solo una provocazione, la speranza di provocare, con una tattica soft, una risposta, una qualsiasi concreta risposta da parte dell’Assessore Regionale alla Sanità dell’Umbria e/o dal Direttore Generale della Usl 2, che servisse a fugare le preoccupazioni sorte sia dopo le affermazioni contenute nella recente intervista resa dall’assessore Rosi ad un quotidiano nazionale che dalle decisioni del Direttore della Usl, Legato, che sono apparse come il primo passo per realizzare nel territorio della media valle del Tevere, ma anche in quello dei distretti del Trasimeno e dell’Assisano, la strategia delineata a livello regionale: ospedali della cintura perugina senza attività chirurgica.

Andiamo, però, per argomenti trattati nella riunione.
Iniziamo dalle polemiche. La prima nel messaggio del Consigliere Alvi, assente per malattia, che ha denunciato, in materia sanitaria ed ospedaliera “il dibattito caotico e strumentale della destra” e sottolineato come fino ad ora la maggioranza non abbia ritenuto opportuno e necessario confrontarsi in Consiglio Comunale.
Le stesse affermazioni si sono ritrovate in po’ tutti gli interventi dell’opposizione, a partire da quello di Rossini ed anche dell’assessore regionale e dall’eurodeputato Catiuscia Marini, che hanno stigmatizzato il poco colloquio tra il Sindaco e la Regione, un colloquio che – a detta della Marini – avrebbe potuto essere anche più franco di quello che un altro Sindaco della stessa parte politica dell’assessore si può permettere.
C’è stato anche qualcuno, come l’ex consigliere regionale Antonio Pinotti, che ha lanciato appelli all’unità della città, unità sui problemi – al di là delle collocazioni politiche – come ha chiesto anche l’ex Sindaco Marini.
Stesso leit motiv nell’intervento dell’assessore provinciale Buconi,
che ha però paventato i ritardi dell’amministrazione comunale tuderte, nella tempestiva realizzazione delle opere di contorno (strada, depuratore ecc) al nuovo ospedale.

Motivo di polemica a scoppio ritardato anche l’affermazione del direttore della Usl in merito ai pensionamenti anticipati di alcuni primari, laddove lo stesso Legato ha definito provvedimenti in applicazione del decreto Brunetta (dura lex, sed lex – ha commentato il poco informato professor Tofanetti, che ha fatto una breve apparizione strappato al convegno dell’UDC nazionale), provvedimenti in realtà lasciati alla piena discrezionalità delle amministrazioni.
Sul concreto, invece, ha tentato di entrare l’ex assessore comunale socialista Costanzi, ma la sua sortita non ha avuto sorte migliore di quella del capogruppo del Pd, Stefano Cappelletti, anche se le domande erano state più dirette.

Alcune cose concrete però sono state dette.
La più importante è forse quella che sul problema sanità, finalmente, il 5 marzo prossimo ci sarà un Consiglio Comunale a Todi, con la ulteriore presenza dell’assessore regionale, che potrebbe portare a trovare quella posizione comune tra le forze politiche tuderti ma non solo – se il “tifo” per le proprie squadre lascerà il posto a discorsi più seri – che tutti, in primis i cittadini non impegnati nei partiti, auspicano.
Poi dalle parole di Legato una doccia fredda per gli abitanti di Marsciano: l’ospedale di comunità – attualmente esistente in tale città – non può prescindere dall’essere vicino, dal coesistere nella stessa struttura del nuovo ospedale,
nel quale sarà prevista – secondo l’assessore regionale – una unità di RSA da 20 posti letto per il trattamento delle degenze fino a due mesi, salvo continuazione nella Veralli Cortesi.
Un no è venuto anche alla proposta dell’ex preside Tofanetti di realizzare nella attuale struttura ospedaliera di Todi un centro per malati di Alzheimer, che invece si farà a Fratta Todina.
Si è parlato anche – da parte del responsabile provinciale per la sanità del Pd, gastroenterologo della media valle del Tevere – di un rapporto, non meglio definito, tra la struttura di gastroenterologia che ci sarà nell’ospedale di Pantalla e l’Università di Perugia.

Quanto alla vecchia struttura ospedaliera di Todi, l’Usl ha ribadito la sua disponibilità a concentrarvi i servizi attualmente sparsi per la città di Todi, con una occupazione di spazi non superiore a circa 2mila metri quadrati, che è ben poca cosa rispetto alla superficie destinata pra ad ospedale, e che dunque sarebbe solo un tassello di un più articolato progetto che non sembra ancora abbozzato né dalla Usl, attuale proprietaria, né dalla Regione, prossima proprietaria in attesa di trovare un acquirente, né dal Comune che dovrebbe salvaguardare la residua vitalità del centro storico.

Una conferma-smentita, infine, è venuta da parte dell’assessore sulla contrarietà perugina alla realizzazione del nuovo ospedale di Pantalla: c’è stata in passato, non ci sarebbe più.
La “conversione
” sarebbe avvenuta  proprio ora che si va a ridurre la lontananza dalla città del Grifo di una nuova struttura ospedaliera che, per alcune popolose frazioni come Ponte San Giovanni,  è diventata minore di quella dall’ospedale di San Sisto, che l’assessore si ostina a vedere solo come regionale, mentre sulla facciata campeggia già la scritta “ospedale di Perugia”.
Una accettazione che, se c’è veramente, non fa che alimentare i dubbi su una rete che potrebbe assomigliare a quella del ragno e non realizzare quella sanità ospedaliera di base (per carità non si parla di alta specializzazione!) diffusa sul territorio, che metta in soffitta, come accaduto nel campo informatico, i grandi, costosi, accentratori “main frame”, a vantaggio, per restare nella similitudine, dei personal computer, che veramente hanno consentito la realizzazione del World Wild Web (detto anche Web), ciò la rete per antonomasia.

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