L'assessore ai lavori pubblici Antonio Serafini e i partiti del centrodestra replicano al Partito democratico sul perchè dell'assenza del progetto per l'annunciata opera pubblica all'interno del centro storico cittadino

A Todi l’ultimo affondo del Partito democratico sull’inconsistenza del progetto dell’Amministrazione Ruggiano per la realizzazione di un nuovo parcheggio in piazza del Mercato Vecchio, non poteva restare senza risposta.
All’accusa dell’opposizione replica un comunicato congiunto Pdl-Fiamma Tuderte ed un “deluso e amareggiato” assessore comunale ai lavori pubblici, coinvolto per competenza nella polemica.
In entrambe le risposte tutto ruota intorno al termine “Project Financing”, ovvero alla procedura individuata dall’Amministrazione per la realizzazione dell’opera.

“Spiace davvero constatare – si legge nella nota dei partiti di maggioranza – che la tradizione della migliore politica umbra, analogamente a quanto succede nel resto d’Italia, sia finita nelle mani di “dilettanti allo sbaraglio”, ignoranti delle leggi, delle normative, delle procedure e, più in generale, della materia dei lavori pubblici. Che il centro sinistra umbro fosse ormai allo sbando era chiaro da tempo, ma che le sorti di una gloriosa tradizione, che ha dato i natali a tanti straordinari amministratori della nostra Regione, fosse finita in mano a dei “ragazzotti” così astiosi e rancorosi, da prendere quotidianamente “fischi per fiaschi” e “scambiare lucciole per lanterne” questo è sinceramente troppo.
L’ultima clamorosa topica del catto-comunista Carletto Rossini, se non fosse per la incredibilità dei contenuti, farebbe davvero pensare ad una candid camera o a scherzi a parte. Ed infatti, abbiamo scoperto in questi giorni che, il Comune, in base alle inchieste dell’ultimo degli “Sherlock Holmes de noantri” non avrebbe predisposto il progetto dell’annunciato parcheggio di Piazza del Mercato Vecchio, che sarà realizzato tramite procedura di Project Financing.
Anche il più imberbe degli studenti di giurisprudenza, ha cognizione del fatto che, nel caso di project, il Comune si debba limitare alla predisposizione di un mero studio di fattibilità, lasciando la fase della progettazione nel dettaglio al developer, scelto tramite bando e gara pubblica.
Evidentemente, ancora intontiti dalle batoste elettorali che da due anni a questa parte, continuano a “piovere sul groppone” i simpatici giovanotti del centro sinistra tuderte non hanno alcuna cognizione di come funzionino queste cose”

Questo invece l’intervento dell’assessore Antonio Serafini.
“Sono deluso ed amareggiato. Amareggiato per il livello della polemica. Deluso perché, parafrasando un detto particolarmente in uso dalle nostre parti: “stavolta cari amici del PD avete perso un’occasione per stare zitti”.
Quando una materia non la si conosce, prima di sparare a vanvera, bisognerebbe documentarsi ed approfondirla per poter poi (e solo poi) fare tutte le critiche del caso. Altrimenti si rischia solo di fare disinformazione e, peggio ancora (e questo è il vostro caso purtroppo), la figura degli sprovveduti.
Senza voler fare il professore (le cattedre infatti sembrano già essere tutte occupate dai docenti del PD), invito invece tutti i cittadini che vogliano approfondire seriamente la materia a digitare su un qualsiasi motore di ricerca il termine “Project financing”; vista l’importanza dell’argomento senza dover molto penare si dovrebbe arrivare a conoscere sostanzialmente che in linea generale:

1) Il Project financing è disciplina che rientra nel partenariato pubblico-privato (PPP); quest’ultimo si riferisce ai vari modelli di cooperazione che possono essere attivati tra il settore pubblico e quello privato. Il ricorso al PPP, attraverso le sue diverse metodologie attuative è pertinente in tutti quei casi in cui il settore pubblico intenda realizzare un progetto che coinvolga un’opera pubblica, o di pubblica utilità, la cui progettazione, realizzazione, gestione e finanziamento – in tutto o in parte – siano affidati al settore privato.
2) Diverse esperienze in questo ambito, anche a livello internazionale, hanno permesso di comprendere come la scelta di associare il settore privato alla costruzione e gestione di opere pubbliche fosse valida e, a certe condizioni, addirittura preferibile al tradizionale metodo dell’appalto pubblico (L’Eurotunnel della Manica è stato realizzato così ma senza voler paragonare quest’opera faraonica al ben più modesto parcheggio del Mercato Vecchio, centinaia di opere di pubblico interesse hanno seguito e seguono tale procedura).
3) L’obiettivo della Pubblica Amministrazione è quello di sollevare, in tutto o in parte, il Comune dagli oneri relativi al finanziamento di un’opera infrastrutturale e strategica, potendo concentrare l’attenzione invece sugli aspetti regolatori quali la qualità di servizio le modalità di erogazione ed eventualmente i livelli tariffari.

Chi partecipa al progetto? Se il progetto è di origine pubblica, il PROMOTORE o Developer (in sostanza chi realizzerà l’opera) sarà colui che avrà vinto una gara indetta dal soggetto pubblico (il comune di TODI in questo caso) per la concessione di progettare, costruire e gestire un’opera attraverso una società di progetto. Questo soggetto apporterà quindi tutte o in parte le risorse a titolo progettuale avanzato (esecutivo), di capitale e di rischio.
Da quanto detto spero che si comprenda che la progettazione tanto ricercata dagli amici del PD in questa fase si deve solo limitare ad uno studio di fattibilità avanzato che peraltro è già disponibile presso l’Ufficio Tecnico e sarà solo successivamente implementata e portata ad un livello esecutivo dal promotore.
Si domandano gli amici del PD: “Quanto costerà l’opera se il progetto non c’è? A quale stregone ci si è rivolti? Per il costo stimato di 9 milioni di euro si è fatta una valutazione ad occhio? A spanne?”
E qui veramente si vuol cadere nel ridicolo più assoluto. Chiedo allora a tutti i cittadini di eseguire il semplice ragionamento che sicuramente in passato almeno una volta hanno fatto: se volete installare a casa vostra ad esempio un impianto di climatizzazione e volete conoscerne la spesa come fate?
Uno tra i tanti modi è quello di chiedere al vostro vicino che magari ha una casa simile alla vostra quanto gli è costato! Ed è esattamente ciò che si è fatto! Un parcheggio multipiano interrato non è un opera pionieristica ed unica nel suo genere. Nonostante le diversità topografiche, logistiche e costruttive prima della città di Todi molti altri soggetti pubblici e privati hanno realizzato e stanno realizzando opere similari e c’è quindi chi può darti tante informazioni tecniche ed economiche che possano essere utili a redigere un quadro economico veritiero che ovviamente deve poi essere aggiustato sulla reale base operativa”.

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