La storia dei Centri di Identificazione ed espulsione dei clandestini non sembra giunta a fine e l’assessore regionale umbro alle politiche per l’immigrazione, Damiano Stufara, ha meglio precisato una sua precedente dichiarazione che sembrava si riferisse solo ai due capoluoghi provinciali.
L’assessore, infatti, ha ribadito che “la Regione Umbria non è disponibile ad accogliere sul proprio territorio alcun Centro di identificazione ed espulsione per immigrati. Se l’Umbria dovesse essere tra le regioni individuate – ha aggiunto – siamo pronti ad aprire con il governo una vera e propria vertenza”.
La questione dei “Cie” era inizialmente esplosa a Terni, ipotizzato come uno dei siti prescelti. Poi il ministro Maroni ha tuttavia escluso questa possibilità, in una telefonata al sindaco della città.
Ma anche il sindaco Paolo Raffaelli, che pur ringrazia il ministro Maroni, ritiene che “la questione del campo-lager di Sabbioni non è definitivamente chiusa” ed invita la città ad “opporsi unita” a questo progetto.
“Il comportamento istituzionalmente corretto del ministro – secondo Raffaelli – non è il comportamento del centrodestra ternano che ha rifiutato di dare il suo apporto a una battaglia cittadina sacrosanta e che, fino a che non si è espressa la posizione ferma del sindaco, è stato silente e connivente”.
Il sindaco ricorda che oggi Governo presenterà l’elenco dei siti prescelti per i campi di raccolta dei clandestini e che se anche Terni non ci sarà c’è sempre il rischio di un ripensamento di fronte magari a proteste di altre città.
“È per questo – sostiene Raffaelli – che bisogna dire con forza, tutti insieme, che Terni non vuole il campo-Lager a Sabbioni; non lo ha voluto ieri quando voleva imporcelo l’allora sottosegretario Margherita Boniver, non lo vuole oggi, non lo vorrà nè domani nè mai.”
- Redazione
- 26 Febbraio 2009










