Prevista, dal voto in Commissione del Consiglio Regionale, anche la diminuzione di un assessore rispetto a quanto sarebbe dovuto andare in vigore con la prossima legislatura

Sembra ricomposta la diatriba tra PRC e Pd in ordine alla riforma della composizione del Consiglio Regionale dell’Umbria, dove il Partito di Vinti chiedeva che si rimanesse a 36 consiglieri, che sarebbero “scattati” con la prossima legislatura, risparmiando sull’importo delle indennità ai consiglieri.
La Commissione speciale per le riforme statutarie del Consiglio regionale ha votato,infatti, a maggioranza la proposta di legge presentata dai consiglieri del Partito democratico (Rossi, Bracco, Baiardini, Brega, Cintioli, Gilioni, Masci, Ronca e Tomassoni) che prevede il mantenimento di 30 consiglieri regionali oltre al presidente della Giunta, ed un massimo di 8 assessori, modificando il vigente Statuto regionale che fissa a 36 il numero dei consiglieri e 9 quello degli assessori.
A favore della proposta si sono espressi i rappresentanti di Pd, Pdci, Prc-Se, Verdi e Civici, Sdi-Uniti nell’Ulivo e del gruppo Misto-La Destra. Contrari: Fi-Pdl, An-Pdl e Cdl per l’Umbria. Astenuto l’Udc.

Conseguentemente parere non favorevole da parte della Commissione sull’altra proposta di legge di modifica dello Statuto che è stata presentata dal Pdl (De Sio, Fronduti, Mantovani, Lignani Marchesani, Modena, Nevi, Sebastiani, Santi e Zaffini), che prevede un numero di 30 consiglieri, compreso il presidente, ed un massimo di sei assessori.
“C’è stata una convergenza sul numero dei consiglieri regionali – ha detto la presidente di Commissione, Ada Girolamini – per mantenerne il numero attuale, mentre è stata richiesta una discussione contestuale tra modifiche allo Statuto e Legge elettorale, sulla quale si è sviluppato un vivace confronto, che è stato rinviato a dopo l’approvazione in Consiglio delle modifiche allo Statuto per ulteriori approfondimenti.

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