Nuovi sviluppi per l’omicidio di un ex collaboratore di giustizia, Salvatore Conte, il cui corpo venne trovato il 26 novembre 2007 dal personale del commissariato di Assisi e della Squadra mobile di Perugia nelle campagne di Santa Cristina di Gubbio nell’ambito di indagini su rapine avvenute in Umbria.
Tre nuove ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite a Milano dalla squadra mobile di Perugia nei confronti di tre pregiudicati, ritenuti i componenti di un gruppo criminale milanese che avrebbe avuto contatti e collaborazione con la banda dell’ ex collaboratore di giustizia Roberto Salvatore Menzo, arrestato nell’ambito delle indagini.
I reati contestati a vario titolo sono quelli di associazione per delinquere, falsificazione di documenti, traffico di armi e spaccio di stupefacenti.
Salvatore Conte, ex collaboratore di giustizia, 47 anni, di Napoli, sarebbe stato ucciso per un regolamento di conti con diversi colpi di arma da fuoco. Per il suo omicidio la polizia ha arrestato un altro ex collaboratore di giustizia, Roberto Salvatore Menzo, di 47 anni, di Niscemi (Caltanisetta), con precedenti per associazione per delinquere, omicidio, rapina, truffa e traffico di armi e di droga.
Dall’indagine è emerso che Conte sarebbe stato ucciso su mandato di Menzo per dissapori sulla gestione e sulle attività di una articolata organizzazione criminale, capeggiata dallo stesso Menzo, composta da ex pentiti e dedita non solo in Umbria al traffico della droga e delle armi ed alle rapine.
Banda in contatto con mafia, camorra e sacra corona unita pugliese e della quale – secondo l’ accusa – facevano parte anche altri ex collaboratori di giustizia, tra cui il pugliese, Marcello Russo, arrestato per una rapina compiuta a Voghera e alla vigilia di un’ altro colpo in programma il giorno successivo in Umbria, e ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio di Conte.
Secondo la ricostruzione accusatoria uno degli arrestati odierni avrebbe fornito a Salvatore Roberto Menzo, suo genero, la pistola, una 357 magnum, con la quale Marcello Russo avrebbe ucciso Salvatore Conte.
I tre arrestati, dopo l’omicidio, sarebbero quindi venuti a Perugia per ritirare l’arma, mentre, uno di loro si sarebbe occupato di preparare documenti falsi per consentire a Menzo di fuggire in Venezuela quando la banda iniziò ad avere il timore che la polizia stesse arrivando a loro.
I due gruppi criminali avevano anche progettato una rapina a un camion che trasportava rame, ma questa saltò a causa di dissapori tra i componenti delle bande.
Un’altra idea era di mettere in piedi un traffico di droga da Milano a Perugia, da far poi spacciare nel capoluogo umbro e per questo si erano consegnati 50 grammi di cocaina, con l’obiettivo di avviare l’attività di spaccio.







