La polemica innescata da Confagricoltura sulla richiesta proveniente dalla Germania di meno residui di pesticidi nell’ortofrutta, rischia di far perdere quel mercato ai produttori italiani a favore di altri più pronti a seguire i desideri dei clienti.
Gruppi importanti della distribuzione organizzata tedesca stanno chiedendo alle aziende esportatrici italiane di abbassare il livello di residui di agrofarmaci anche del 60-70% rispetto ai normali valori ammessi dalla normativa comunitaria.
Per l’organizzazione degli imprenditori agricoli nostrani ciò costituirebbe solo “una vera e propria barriera commerciale”. E quindi “le richieste di alcune catene di distribuzione tedesche riguardanti l’ortofrutta italiana sono inaccettabili”.
Confagricoltura ricorda che gli agrofarmaci vengono normalmente usati in agricoltura per contrastare i parassiti fungini e animali delle piante. Esistono limiti di impiego rigidissimi stabiliti per legge e l’Italia, dai risultati dei controlli, è tra i primi Paesi europei nel rispetto di tali limiti, con percentuali di campioni fuori norma al di sotto dell’1%.
“La produzione italiana di ortofrutta è tra le più sicure al mondo – afferma Confagricoltura – ed i consumatori non devono lasciarsi trarre in inganno da dichiarazioni che nulla hanno a che fare con la realtà scientifica del fenomeno”.
Viene da chiedersi cosa diranno i nostri produttori quando altri si adegueranno alle richieste, le quali non sono che lo specchio di consumatori sempre più interessati a mangiare più sano possibile.
- Redazione
- 18 Marzo 2009










