Il 31 ottobre non andrò a votare per l’elezione del Presidente della Provincia di Perugia. Per non essere cattivo dico che siamo alle comiche. Due referendum per l’abolizione delle Province che in Umbria grazie all’allora Ministro Del Rio erano già “Enti di Area Vasta”. Diritto di voto solo per Sindaci e Consiglieri comunali con un voto così detto “ponderato” che fa valere il Sig. X consigliere comunale di Perugia circa dieci volte di più ( per fare un esempio ) del Consigliere di Montone . Il popolo tanto invocato dalla Lega e altri in tante altre occasioni non vale niente : non può votare.
Il Presidente uscente invece di parlare di un apparato che consuma gran parte delle risorse per auto mantenersi invoca che tutti i consiglieri si rechino al voto perché la Provincia sia “la casa dei Comuni” che in sostanza vuol dire accrescere la costosa macchina burocratica.
Sono stato consigliere provinciale eletto dal popolo dal 1995 al 2004 e in tutti quei anni mi sono impegnato insieme a tanti altri per l’abolizione delle Province o delle Regioni per alleggerire questo grosso e costoso fardello burocratico che grava anche economicamente su tutti i cittadini. Ora si parla solo di occupare quella poltrocina.
Le strade sono dissestate, le scuole a rischio sismico ecc. ecc, ma la conquista della fascia azzurra che spetta al Presidente della Provincia o suo delegato nelle rappresentazioni istituzionali per molti sembra essere la priorità.
Io non ci sto.
Il 31 ottobre non vado a votare perché voglio impiegare il mio tempo e le mie energie per rilanciare la necessaria riforma istituzionale.










