A Ripaioli di Todi, nell’ambito della associazione “vivere insieme”, in uno stabile frutto di una donazione, è in funzione, da pochi mesi una “comunità di vita solidale –vivere e lavorare insieme”.
La casa è stata completamene ristrutturata con la collaborazione di alcuni imprenditori che sostengono l’iniziativa.
Alla fine di settembre dello scorso anno è stato lì accolto il primo ospite disabile. Successivamente sono state accolte altre persone caratterizzate da situazioni di disagio sociale o povertà estrema.
Complessivamente nella struttura sono presenti, attualmente, 12 ospiti. La giornata tipo degli ospiti della casa viene trascorsa nel compiere i lavori domestici: dalla cucina alle pulizie, dalla coltivazione dell’orto all’accudire gli animali ed all’aiuto alle persone disabili.
La casa è autogestita dagli stessi abitanti, con l’aiuto anche di alcuni volontari che di giorno lavorano in una cooperativa ed alla sera si prestano per l’esecuzione di alcuni lavori domestici.
Anche il finanziamento della casa deriva dalle possibilità economiche degli stessi ospiti, il ricco aiuta il povero come facevano le prime comunità cristiane.
L’dea della comunità è nata nell’ambito della Caritas Parrocchiale di San Terenziano-Pozzo-Grutti per promuovere tre segni vivi di carità: quello della comunione fraterna, quello dell’accoglienza e quello della evangelizzazione.
Anche il nome della comunità ha il suo significato; lavorare insieme ha lo scopo di coinvolgere nel progetto: imprenditori, commercianti, professionisti e persone svantaggiate, come i rifugiati politici presenti presso l’O.P. Istituto Crispolti di Todi.
Sin dall’inizio, con l’apporto di quattro soci, di cui tre imprenditori, l’iniziativa si affianca ad una cooperativa, costentualmente fondata, che occupa dieci soci operai: sei rifugiati politici, due diversamente abili e due persone emarginate e che opera nel campo del facchinaggio, pulizie, manutenzione del verde e servizi vari.
Sotto la direzione del presidente della comunità, il diacono Franco Emili, ci si prefigge di valorizzare gli intendimenti individuali di carità a favore dell’utilità collettiva, restando aperta a tutte quelle persone che intendono condividere il progetto, persone che possono rappresentare variegate espressioni sociali provenienti dal vasto territorio diocesano e che possono iscriversi come volontari all’associazione che si trova in voc. San Giovanni 43 di Ripaioli (tel. 380-4633810)
La casa è stata completamene ristrutturata con la collaborazione di alcuni imprenditori che sostengono l’iniziativa.
Alla fine di settembre dello scorso anno è stato lì accolto il primo ospite disabile. Successivamente sono state accolte altre persone caratterizzate da situazioni di disagio sociale o povertà estrema.
Complessivamente nella struttura sono presenti, attualmente, 12 ospiti. La giornata tipo degli ospiti della casa viene trascorsa nel compiere i lavori domestici: dalla cucina alle pulizie, dalla coltivazione dell’orto all’accudire gli animali ed all’aiuto alle persone disabili.
La casa è autogestita dagli stessi abitanti, con l’aiuto anche di alcuni volontari che di giorno lavorano in una cooperativa ed alla sera si prestano per l’esecuzione di alcuni lavori domestici.
Anche il finanziamento della casa deriva dalle possibilità economiche degli stessi ospiti, il ricco aiuta il povero come facevano le prime comunità cristiane.
L’dea della comunità è nata nell’ambito della Caritas Parrocchiale di San Terenziano-Pozzo-Grutti per promuovere tre segni vivi di carità: quello della comunione fraterna, quello dell’accoglienza e quello della evangelizzazione.
Anche il nome della comunità ha il suo significato; lavorare insieme ha lo scopo di coinvolgere nel progetto: imprenditori, commercianti, professionisti e persone svantaggiate, come i rifugiati politici presenti presso l’O.P. Istituto Crispolti di Todi.
Sin dall’inizio, con l’apporto di quattro soci, di cui tre imprenditori, l’iniziativa si affianca ad una cooperativa, costentualmente fondata, che occupa dieci soci operai: sei rifugiati politici, due diversamente abili e due persone emarginate e che opera nel campo del facchinaggio, pulizie, manutenzione del verde e servizi vari.
Sotto la direzione del presidente della comunità, il diacono Franco Emili, ci si prefigge di valorizzare gli intendimenti individuali di carità a favore dell’utilità collettiva, restando aperta a tutte quelle persone che intendono condividere il progetto, persone che possono rappresentare variegate espressioni sociali provenienti dal vasto territorio diocesano e che possono iscriversi come volontari all’associazione che si trova in voc. San Giovanni 43 di Ripaioli (tel. 380-4633810)








