In tre distinte operazioni, durante lo scorso fine settimana, i Carabinieri delle Stazioni di Marsciano, Massa Martana e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile, coordinati dal Comando Compagnia CC di Todi, hanno arrestato tre ricercati.
Il primo arresto è stato eseguito alle prime luci dell’alba di sabato, quando i Carabinieri di Marsciano localizzavano un cittadino polacco P.G. di 30 anni, da anni residente in quel Centro.
A carico di questi pendeva un richiesta internazionale di arresto a scopo di estradizione avanzata dalle Autorità Polacche a tutti i Paesi dell’area Schengen.
L’uomo, nel suo Paese di origine, era stato condannato a 2 anni ed 11 giorni di reclusione per i delitti di sequestro di persona e tentata estorsione.
Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato accompagnato presso il carcere di Perugia a disposizione del Presidente della Corte di Appello, competente per gli arresti di soggetti ricercati in campo internazionale.
A carico di questi pendeva un richiesta internazionale di arresto a scopo di estradizione avanzata dalle Autorità Polacche a tutti i Paesi dell’area Schengen.
L’uomo, nel suo Paese di origine, era stato condannato a 2 anni ed 11 giorni di reclusione per i delitti di sequestro di persona e tentata estorsione.
Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato accompagnato presso il carcere di Perugia a disposizione del Presidente della Corte di Appello, competente per gli arresti di soggetti ricercati in campo internazionale.
La seconda cattura di un ricercato la mattina di sabato. I Carabinieri di Massa Martana individuavano a Perugia il cittadino tunisino S.F di 31 anni che lo scorso 30 dicembre era evaso dalla casa di accoglienza della Caritas di Massa Martana, dove era ristretto agli arresti domiciliari. Il tunisino, nei cui confronti – nel frattempo – era stato emesso un provvedimento restrittivo dall’A.G., veniva associato presso la Casa Circondariale di Perugia.
Il terzo arresto è stato operato la notte tra sabato e domenica ad opera dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile.
Nel quadro di una attività antidroga finalizzata ad individuare spacciatori di droghe che riforniscono il mercato della Media Valle del Tevere, i Carabinieri localizzavano nei pressi di una discoteca di Perugia (località Montebello) una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, il cittadino albanese T. B. di 27 anni.
Costui, dallo scorso anno, si era dato alla macchia perché doveva scontare la pena di un anno e tre mesi di reclusione a seguito di una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti.
Questi, nella circostanza, veniva trovato anche in possesso di due dosi di cocaina che deteneva al fine di spacciarle insieme ad un giovane studente calabrese. I due, quindi, venivano deferiti per detenzione ai fini di spaccio di cocaina. L’albanese, al termine di tutti gli adempimenti del caso, veniva associato nel carcere di Perugia.
Nel quadro di una attività antidroga finalizzata ad individuare spacciatori di droghe che riforniscono il mercato della Media Valle del Tevere, i Carabinieri localizzavano nei pressi di una discoteca di Perugia (località Montebello) una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, il cittadino albanese T. B. di 27 anni.
Costui, dallo scorso anno, si era dato alla macchia perché doveva scontare la pena di un anno e tre mesi di reclusione a seguito di una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti.
Questi, nella circostanza, veniva trovato anche in possesso di due dosi di cocaina che deteneva al fine di spacciarle insieme ad un giovane studente calabrese. I due, quindi, venivano deferiti per detenzione ai fini di spaccio di cocaina. L’albanese, al termine di tutti gli adempimenti del caso, veniva associato nel carcere di Perugia.
Sempre i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Todi sabato mattina hanno denunciato, in stato di libertà, una giovane madre rom.
La donna nonostante le avverse condizioni atmosferiche caratterizzate da temperature rigide – nei pressi di un supermercato di Todi – chiedeva l’elemosine, tenendo in braccia il figlio di poco più di un anno, vestito con indumenti succinti.
A carico della donna è stata ipotizzata l’accusa di maltrattamenti in famiglia avendo esposto il figlio alle intemperie, facendogli così sopportare gravi sofferenze. La donna ed il figlio sono stati condotti nella Caserma di Todi, dove il bambinoè stato rifocillato.
La donna nonostante le avverse condizioni atmosferiche caratterizzate da temperature rigide – nei pressi di un supermercato di Todi – chiedeva l’elemosine, tenendo in braccia il figlio di poco più di un anno, vestito con indumenti succinti.
A carico della donna è stata ipotizzata l’accusa di maltrattamenti in famiglia avendo esposto il figlio alle intemperie, facendogli così sopportare gravi sofferenze. La donna ed il figlio sono stati condotti nella Caserma di Todi, dove il bambinoè stato rifocillato.










