Presentato il programma che tocca vari argomenti, sempre comunque legati all'uso del territorio e dell'ambiente

Rifondazione Comunista in Umbria è da tempo critica sugli aspetti legati all’ambiente che ritiene a rischio da parte di tre C: Cavatori, Cementieri e Costruttori.
Una nuova politica energetica ed edilizia per l’Umbria, smaltimento dei rifiuti, argomento per il quale è stato detto «no al pensiero unico», ripubblicizzazione del settore idrico e le problematiche del lago Trasimeno, sono gli aspetti trattati recentemente dal capogruppo Stefano Vinti.
Il maggior pericolo, ha detto l’esponente di Prc, «è quello del consumo del territorio e di un’edilizia invasiva, ad alto consumo energetico, che è la maggiore fonte di sostentamento dei Comuni, mentre occorrerebbe costruire di meno e meglio, riqualificando il patrimonio edilizio, le aree industriali (in modo particolare quelle dismesse), e i centri storici: serve una reale inversione di tendenza che vada verso un nuovo modello di città, investendo nell’edilizia biologica e incentivando l’utilizzo delle nuove tecnologie».

Secondo Rifondazione comunista, che si è detta d’accordo con la presidente Maria Rita Lorenzetti in materia di edilizia, va rivisto anche il Piano energetico regionale. «Piccoli impianti per la produzione di energia termica e fotovoltaica – ha detto Vinti – basati sull’autoconsumo delle comunità da installare su tutti gli edifici pubblici, a cominciare dalle scuole: questo sarebbe un grande piano edilizio, non l’aumento del 20 per cento delle cubature sulle villette».
Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, Rifondazione riparte dalla riduzione della produzione con incentivi ai cittadini più virtuosi, puntando al raggiungimento del 65 per cento di raccolta differenziata entro il 2012, e ponendo l’accento sul processo di recupero, separazione e reinvestimento nel ciclo produttivo, mentre per quanto concerne la parte non riciclabile «è ipotizzabile – ha sostenuto Vinti – un trattamento termico con tecnologie avanzate e a basso impatto ambientale, che ci impegneremo a far conoscere ai cittadini attraverso degli incontri pubblici che mettano in evidenza come la tecnologia degli inceneritori sia oramai superata, come anche il nucleare». 

Nel materiale diffuso alla stampa dal gruppo regionale di Rifondazione comunista vengono citati diversi sistemi di smaltimento alternativi: il trituratore, che produce sabbia sintetica utilizzabile nel calcestruzzo, la torcia al plasma, un gas ionizzato conduttore di elettricità che consente di scomporre i materiali in molecole inerti ed il «Thor», un impianto energeticamente autonomo che polverizza i materiali, risultato della ricerca del Cnr. Strumenti per l’utilizzo dei quali Rifondazione comunista propone un bando pubblico europeo. Per spiegare tutti i dettagli hanno preso parte alla conferenza stampa i responsabili per l’ambiente del partito, Luca Baldelli e Rossano Gattucci, ed il segretario provinciale Enrico Flamini.

Fra gli altri argomenti trattati le possibili soluzioni per il problema lago Trasimeno. «Oltre all’apporto di acqua da Montedoglio – è scritto nel documento consegnato alla stampa – è opportuno promuovere tutte quelle azioni che possano permettere il naturale deflusso dell’acqua piovana al lago, limitando i consumi per coltivazioni senza legami con il territorio e contrastando il disboscamento selvaggio e l’eccessivo utilizzo di territorio coltivabile a ridosso delle strade, fattore incrementante il rischio di dissesto idrogeologico».
Poi la «ripubblicizzazione del settore idrico», che per Rifondazione significa una quantità minima di acqua a prezzo politico o gratis per i cittadini, tutelando la risorsa dallo sfruttamento delle aziende che la imbottigliano, per le quali il Prc ha già chiesto il raddoppio del canone di sfruttamento delle acque minerali.

condividi su: