I beni culturali ricadenti nel territorio ternano appaiono ormai accomunati dal medesimo destino: il totale stato di abbandono e di incuria in cui versano da anni e la mancanza di attenzione da parte  delle istituzioni, uniche garanti – se non altro sul piano morale –  della loro conservazione.

E’ purtroppo storia ormai provata, che dopo un iniziale entusiasmo, provocato alla bisogna da una scapicollata vendita o affidamento in gestione a soggetti privati, che si presentano dapprima come i salvatori della Patria e mecenati dell’arte, ma che rivelano poi il loro unico intento, improntato alla massima speculazione possibile del bene artistico ad essi concesso dall’amministrazione pubblica, cali il sipario sulla decantata magnificenza dell’opera.

L’ultimo esempio, in ordine di tempo, ma analogo trattamento è stato già riservato alla locale “Villa Palma”, è rappresentato da Villa Franchetti, conosciuta da alcune generazioni come “Villalago”.

Fatta costruire dal Barone Franchetti tra il 1888 ed il 1893, su progetto dell’architetto Giuseppe Boccini, descrive uno dei più importanti esempi di costruzione di ispirazione neorinascimentale presenti sul territorio. Di esso risulta già da qualche tempo interdetto l’accesso al pubblico, (perché ovviamente pane e cultura si dimostra sempre più indigesta), divieto esteso all’area di pertinenza, rappresentata da un vasto parco all’inglese, realizzato sfruttando il bosco preesistente.

Di rara bellezza, (che va ormai purtroppo apprezzata nelle immagini di testo), sono le specie arboree piantumate nel giardino, consistenti, tra le altre, da abeti di Spagna e dei Balcani, pinus Jeffreyi, senza dimenticare le oltre trenta specie di conifere spontanee, che sono state in passato già oggetto di visite guidate organizzate ad hoc, a dimostrazione della loro importanza.

Di tutto ciò, purtroppo, non rimarrà traccia; è già iniziata infatti l’opera di taglio, in maniera assolutamente indiscriminata, di numerosi alberi presenti all’interno del parco, considerato alla stregua di un bosco ceduo e senza ovviamente tener conto dell’importanza delle singole specie arboree. Per i costi eccessivi rappresentati dalle opere di demolizione, l’abbattimento della Villa non pare invece per ora essere in programma; tale onere sarà delegato agli agenti atmosferici e alla mancanza di manutenzione, che poco o niente incideranno sulle casse del soggetto a cui è affidata la gestione dell’immobile. A tal proposito, (come riportato dall’articolo di Umbria 24 del 14/4/2018), si rileva come la stessa società risulti inadempiente agli obblighi di manutenzione dell’intero compendio immobiliare, previsti nell’atto di affidamento in gestione del 2016, tantoché la Provincia ritiene che non vi siano più i presupposti per mantenere il rapporto.

Appare pertanto doveroso esprimere la critica dell’associazione Italia Nostra allo stato di degrado sopra rappresentato e alla mancanza di sensibilità di chi è preposto alla cura e conservazione del patrimonio artistico.

Si segnala, infine, che lo stato di degrado del parco di Villalago è stato non solo recentemente oggetto di attenzione politica, ma per esso è stato presentato il necessario esposto presso la Procura della Repubblica di Terni, a firma del WWF – Sezione di Terni, a cui si esprime il completo appoggio da parte di Italia Nostra.

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