Il Consiglio ha dedicato l'ultima seduta del 2018 ad un consuntivo delle attività svolte a favore della categoria professionale
ordine giornalisti

Consiglio dell’Ordine dei giornalisti in trasferta, a Todi, per l’ultima convocazione del 2018, incontro utile anche per stilare un consuntivo delle attività e fare il punto sullo stato della categoria.
“Chiudiamo un anno nel quale siamo stati costretti a scalare, tutti insieme, la punta dell’iceberg della crisi dell’editoria che anche da noi, d’altra parte come in tutta Italia, ha fatto sentire i suoi effetti devastanti nei vari ambiti del nostro settore – ha scritto il Presidente dell’Ordine Roberto Conticelli. Nonostante ciò la nostra categoria ha continuato in Umbria a mantenere dritta la barra del mestiere, facendo leva sulla propria esperienza professionale e sulla sostanziale correttezza del proprio operato”.

L’Ordine nel corso dell’anno ha proseguito l’opera tesa alla Formazione Professionale continua. Lo ha fatto con appuntamenti di alto profilo culturale e senza gravare sulle tasche degli iscritti, “con un impegno la cui positività è stata riconosciuta e apprezzata anche dai vertici nazionale”, si legge in una nota dell’Ordine. I
Nel 2018 l’Ordine ha partecipato fattivamente alla stesura della Legge Regionale sull’Editoria, contribuendo, insieme al Sindacato, all’avvento di un provvedimento che certamente non risolve i problemi dei giornalisti umbri, ma che costituisce un elemento finalmente concreto verso l’auspicabile rinascita.

Nel 2018 l’Ordine umbro ha iscritto 30 nuovi pubblicisti. Cinque colleghi sono stati iscritti nell’Elenco Professionisti. “Il vero motivo di orgoglio per noi che siamo impegnati nella gestione degli Organismi di categoria – sottolinea Conticelli – è l’aver preso parte a una consistente serie di incontri, convegni, confronti e congressi organizzati in ogni località umbra dalle più svariate associazioni della collettività civile, potendo così portare nelle sedi più disparate il “verbo” del nostro mestiere. Lo abbiamo fatto anche e soprattutto per confutare tesi negative, quanto purtroppo assai diffuse, che alimentano critiche ingenerose verso il giornalismo, pure quello praticato nella nostra regione. In tutti gli incontri abbiamo fatto presente che il nostro settore è nella stragrande maggioranza composto da lavoratori che guadagnano mensilmente poche centinaia di euro, che sono esposti a rischi di ogni genere (ad esempio le querele temerarie) e che in molti casi subiscono da parte degli editori pubblici e privati un trattamento non conforme alle norme di legge”.

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