La processione del Venerdì Santo di Massa Martana, secondo le ricerche di storici locali sui costumi e sulla simbologia esposta durante il corteo funebre, ebbe inizio nel 1600. Oltre 100 figuranti indossano i costumi cuciti e ricamati dalle donne di Massa Martana, rivisitati l’ultima volta nel 1980. L’intera rappresentazione dura circa un’ora e mezza.
All’inizio la processione si snoda dalla chiesa parrocchiale di San Felice fino a quella ottagonale del complesso monumentale della Pace, nei pressi del cimitero locale. Viene rappresentata la salita di Gesù al Golgota e alcuni momenti della sua Passione: per tre volte Gesù cade schiacciato dalla croce, i ladroni trascinano catene di ferro pesanti e rumorose, tutti i personaggi sfilano ben distanziati l’uno dall’altro con grande solennità.
La seconda parte della processione accompagna la statua del Cristo morto dal luogo del supplizio fin nella chiesa parrocchiale. La statua del Cristo morto è portata a spalla da sei uomini, seguita da quella della Madonna addolorata; la banda musicale intona la marcia funebre. Nel corteo sfila anche la reliquia della “Sacra Spina”, che la tradizione religiosa vuole appartenere alla corona di spine posta sul capo di Gesù da alcuni soldati romani.
«Assistono alla processione», spiega il presidente della Pro loco di Massa Martana, Ennio Passero, «centinaia di fedeli che arrivano anche dalle città e dai paesi vicini, oltre a tanti massetani emigrati che, in occasione della processione del Venerdì Santo, tornano per non perdersi questo evento della tradizione pasquale».
La manifestazione sarà trasmessa da "Rete Sole" sabato sera dalle 20 alle 21.
- redazione
- 9 Aprile 2009
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