L'inviato di "TamTam" tra i volontari della Protezione Civile dell'Umbria racconta la situazione a tre giorni dalla scossa che ha cambiato la vita di migliaia di persone
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Sono passati 3 giorni dal terremoto che ha cambiato, per molto tempo, la vita di migliaia di abruzzesi; a prima vista sembra che la scossa si sia accanita con una ferocia inaudita, soprattutto nelle parti più vicine al capoluogo.
Lungo la strada che da Rieti collega all’Aquila, fino ad una quindicina di chilometri dal capoluogo non ci sono tracce visibili dell’evento: il fato vuole che le prime tende sono spuntate a Sella di Corno, pochi metri dopo il cartello che annuncia l’inizio della regione Abruzzo.
Giunti al campo di Paganica, allestito in quello che una volta era il campo da rugby della formazione locale, è una Torre di Babele su sfondo blu, quello delle tende. Abruzzesi, umbri e trentini: i primi vittime, gli altri volontari.
Entriamo nel campo all’ora del pranzo, il Presidente Napolitano qui non è arrivato, si è fermato un paio di chilometri prima, in quel che resta di Onna. La fila per il pasto è ordinata, fuori dalla tendone principale, quello che diventa sala ristorante piuttosto che Chiesa, sono accatastate centinaia di bottigliette d’acqua ed altre bevande.
Continuando per il vialone principale del campo 2 di Paganica,  si incontra l’ufficio postale mobile, arrivato mercoledì mattina, ed unico, al momento, in grado di erogare anche le pensioni.
Anche se il pomeriggio è caldo, e tutti sono in maniche corte, basta girarsi dietro, ed osservare le cime innevate, dalle quali arrivano nuvole che non fanno presagire nulla di buono.
In fondo a questo viale si trovano le strutture dei volontari dell’Umbria, coordinati dalla Protezione Civile regionale: Gualdo Tadino, piuttosto che Marsciano, Valnerina e Orvieto, giusto per citare 4 sezioni presenti a Paganica.
Al momento i volontari della nostra regione, presenti in questi campi controllati dalla Protezione Civile umbra, sono 139: 40 sono arrivati ieri da Foligno e 20 se ne sono ritornati ad organizzare le raccolte di materiali per i terremotati.
E’ Andrea Pascucci a fornirci questi dati, oltre a spiegarci come procedono i lavori in questo campo. "L’Umbria si occupa dei 3 campi di Paganica, qui abbiamo realizzato una delle migliori strutture della zona, e proprio per questo molti cittadini, che già hanno un posto in altri campi, vengono da noi, e al momento siamo pieni: basti pensare che in questo campo, a tre giorni dalla tragedia, sono stati realizzati l’Ufficio Postale, la caserma dei Carabinieri, una struttura ludica per i bambini, una stazione di Polizia, una struttura di ascolto per gli adulti ed una Chiesa".
Oltre ai 140 umbri presenti, ci sono altri 100 volontari dal Trentino, e i 3 campi allestiti a Paganica sono in grado di fornire 6400 pasti, di cui 3000 caldi; gli assistiti  fra fuori e dentro il campo sono circa 3700.
"Stiamo cercando di portare l’elettricità ed il riscaldamento in tutte le tende, è molto freddo la notte e dobbiamo installarlo il prima possibile – prosegue Pascucci – la pecca al momento sono i bagni e soprattutto le docce, che non sono assolutamente sufficienti per le popolazioni dei campi".
E proprio di questo ha bisogno la Protezione Civile dell’Umbria per il campo di Paganica: dei moduli doccia da inviare nella città abruzzese: molte persone devono ancora farsi la prima doccia da quando è avvenuto il terremoto. "E’  fondamentale coordinare gli aiuti in questo momento, le emergenze sono state quasi tutte tamponate, ora bisogna ottimizzare il tutto, evitando di raccogliere qualsiasi cosa, e concentrandosi su ciò che di volta in volta è necessario e, ribadisco, che al momento ci servono dei moduli doccia per il campo di Paganica", conclude Pascucci.
Oggi la Provincia di Terni invierà una cucina da campo capace di produrre altri 3000 pasti caldi.
Al momento ci sono anche molte persone in auto, nel parcheggio adiacente al campo, ferme qui da ore con la speranza di trovare un posto per passare la notte in questo campo, che sembra essere il più desiderato ed il meglio allestito della zona.


 

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