Todini, l’imprenditrice d’origini tuderti ha tenuto a precisare che «la Caserma della Guardia di Finanza (a L’Aquila –n.d.r.) dove hanno stabilito la sede la Protezione civile e molti altri, l’abbiamo costruita noi nel 1986 ed è rimasta intatta, anzi immacolata».
Ma Luisa Todini è andata oltre anche nella sua veste di capo della Todini Costruzioni e vice presidente della FIEC (Federazione industria europea delle costruzioni «Tra le case crollate, polverizzate dal terremoto a L’Aquila i tecnici hanno trovato fondamenta corrose dal sale. Il sale della sabbia di mare usata, in barba a tutte le prescrizioni tecniche e di sicurezza, nell’impasto del cemento.
«Questo sta a significare», ha proseguito l’imprenditrice che «il cemento ‘buono’ è quello delle aziende che lavorano in qualità e che sono sottoposte a controlli». Inoltre, aggiunge Todini occorre «rigore nei capitolati di appalti, attenzione e controlli all’utilizzo dei materiali se la progettazione è a carico del committente».
E nella ricostruzione, afferma «teniamo conto della bio edilizia». «I costi e i tempi -assicura Todini- sono compatibili, ma occorre un cambiamento di metalità, perché quando parliamo di case di legno la gente pensa alla baita di montagna e non è così. Si tratta di case vere e proprie con un’anima di legno, isolata ed isolante».
In tema di cemento armato poi, anche le imprese umbre sottolineano, sottovoce, il rischio che si corre quando l’unione ferro-cemento non si realizza, per ridurre i tempi ed i costi, correttamente.
Alcune ditte costruttrici, infatti, userebbero non realizzare vere e proprie “gabbie” d’acciaio, unendo i vari elementi del tondino tra di loro, ma si limiterebbero a lasciare i singoli elementi staccati, tanto poi, gettato il cemento, non si vedrebbe più niente.
Ma Luisa Todini è andata oltre anche nella sua veste di capo della Todini Costruzioni e vice presidente della FIEC (Federazione industria europea delle costruzioni «Tra le case crollate, polverizzate dal terremoto a L’Aquila i tecnici hanno trovato fondamenta corrose dal sale. Il sale della sabbia di mare usata, in barba a tutte le prescrizioni tecniche e di sicurezza, nell’impasto del cemento.
«Questo sta a significare», ha proseguito l’imprenditrice che «il cemento ‘buono’ è quello delle aziende che lavorano in qualità e che sono sottoposte a controlli». Inoltre, aggiunge Todini occorre «rigore nei capitolati di appalti, attenzione e controlli all’utilizzo dei materiali se la progettazione è a carico del committente».
E nella ricostruzione, afferma «teniamo conto della bio edilizia». «I costi e i tempi -assicura Todini- sono compatibili, ma occorre un cambiamento di metalità, perché quando parliamo di case di legno la gente pensa alla baita di montagna e non è così. Si tratta di case vere e proprie con un’anima di legno, isolata ed isolante».
In tema di cemento armato poi, anche le imprese umbre sottolineano, sottovoce, il rischio che si corre quando l’unione ferro-cemento non si realizza, per ridurre i tempi ed i costi, correttamente.
Alcune ditte costruttrici, infatti, userebbero non realizzare vere e proprie “gabbie” d’acciaio, unendo i vari elementi del tondino tra di loro, ma si limiterebbero a lasciare i singoli elementi staccati, tanto poi, gettato il cemento, non si vedrebbe più niente.








