La distinta percezione delle scosse del terremoto aquilano anche in Umbria ed il fatto che l’epicentro si sia spostato anche verso la nostra regione, ha allarmato alquanto la gente, ma in base ai dati affluiti all’Osservatorio Bina, padre Siciliani cerca di tranquillizzare.
Lo scienziato ritiene, infatti, che il terremoto abruzzese si sia localizzato tra la zona dell’Aquila e quella del lago di Campotosto dove sono stati individuati gli ultimi eventi, spostandosi tra queste due ‘isole’.
Nel sisma umbro del 1997 il sisma partì dalla zona di Massa Martana, per poi spostarsi verso Sellano e quindi su Colfiorito dove vennero registrate le scosse più forti.
Non diminuisce, invece, la preoccupazione in Abruzzo dove si è registrato anche un improvviso aumento della portata delle sorgenti.
Il professor Uberto Crescenti, docente di Geologia applicata e idrogeologia presso l’università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, dopo la preoccupazione manifestata dagli abitanti di Campotosto ha spiegato che “Quando c’è un terremoto, specie in aree interne con formazioni carbonatiche, è normale che si abbiano variazioni profonde del sistema idrogeologico, compresi un cambiamento del livello delle acque dei laghi” perché le sorgenti nella zona del Gran Sasso hanno aumentato la loro portata “Gli eventi sismici sconquassano le rocce, migliorano le vie di permeabilità del terreno, modificano l’altezza delle montagne.”
Per Crescenti però “bisogna stare ancora allerta; se la crisi sismica si dovesse comportare come in passato, non è detto che non ci possa essere un’altra scossa forte tra qualche mese, fino a settembre sicuramente ci saranno problemi”.
Per cercare di capire dove e quando il sisma colpirà, dice il professore “sono importanti i precursori sismici: come la presenza di acque torbide e come la concentrazione di radon, e a tale proposito Gioacchino Giuliani – è un bravissimo tecnico e una persona seria. Purtroppo bisogna potenziare l’osservazione, se io fossi la Protezione Civile pregherei Giuliani di proseguire nei suoi studi”.
Tra i precursori è importantissima, per Crescenti, l’osservazione del comportamento degli animali. “Una ricerca documentata in tutto il mondo e che in Italia non è stata affatto approfondita. In Cina – conclude – sono distribuiti decaloghi nelle scuole, tutta la popolazione è avvertita.
È meglio un’evacuazione prudenziale che nessuna evacuazione”.








