Sconsolata analisi della Federalberghi dell'Umbria, ma poca autocritica

 «Fortemente negativo» così viene definito dalla Federalberghi l’ andamento del turismo nell’ ultimo ponte pasquale in provincia di Perugia,
Di clienti ne sono arrivati pochi anche a causa dell’ annunciata ondata di maltempo che non c’ è stato e della paura per il terremoto.
I problemi veri però – sottolinea il presidente provinciale Vincenzo Bianconi – sono «strutturali» e vanno affrontati con urgenza altrimenti la situazione «si farà drammatica» e nel prossimo inverno molte aziende potrebbero ricorrere a licenziamenti o addirittura cessare l’ attività..
Nel comprensorio di Assisi il tasso di occupazione della camere si è aggirato sull’80 per cento rispetto alla disponibilità, nonostante tariffe uguali o addirittura inferiori all’anno passato. Disdette causa sisma e maltempo non sono mancate a Cascia e Norcia con un tasso di occupazione medio del 65 per cento anche qui nonostante la diminuzione dei prezzi. Disastrosa, secondo gli operatori alberghieri, la situazione a Spoleto, dove – dal punto di vista turistico – «non c’è stata nessuna Pasqua» ed il 70 per cento delle camere sono rimaste vuote con numerose disdette dell’ultimo minuto.
Altrettanto male il Trasimeno: anche qui il tasso di occupazione delle camere si è fermato al 30 per cento con la pressochè totale scomparsa dei turisti inglesi e una fortissima contrazione degli olandesi.
Appena al 50 per cento il tasso di occupazione a Foligno; un pò meglio sono andate le presenze nei centri minori del comprensorio.
A Perugia situazione diversificata fra centro storico – dove il tasso di occupazione si è aggirato sul 60-70 per cento – e le aree non centrali, dove ci si è attestati su un 50 per cento.
 L’Alto Tevere è tra le aree che ha sofferto di meno, con un 80 per cento di occupazione media dei posti letto; benino sono andate le cose a Todi, complice la Rassegna Antiquaria promossa da Epta-Confcommercio, mentre Gubbio si è fermata ad un 60 per cento di occupazione delle camere.
Alla crisi, agli eventi sismici e al maltempo preannunciato non ha retto neppure l’appeal dell’Umbria verde e rilassante: anche l’extralberghiero si è trovato infatti in difficoltà, con un tasso di occupazione intorno al 70 per cento. «È ormai evidente – sottolinea il presidente della Federalberghi provinciale Vincenzo Bianconi – come il turismo in Umbria sconti non solo una difficoltà del momento, e quindi passeggera, ma problemi strutturali, a causa dei quali rischia di pagare un prezzo più alto di quanto si poteva prevedere. Il mercato nazionale delle famiglie diventa una delle risorse primarie per l’Umbria nei prossimi mesi, fondamentale quindi una azione mediatica importante che coinvolga le televisioni, con risorse vere da investire in programmi tv».
Le aziende – secondo Bianconi – hanno anche bisogno di abbattere i loro costi fissi: fondamentale che i Comuni agiscano su Tarsu Ici e sulla tassa per le insegne. «La mancata riduzione di questi costi, aggiunta alla forte diminuzione di fatturato, rischia nel prossimo autunno-inverno di far chiudere alcune aziende con la relativa perdita di posti di lavoro».
La Federalberghi denuncia poi la diminuzione delle fermate dei treni da Roma nelle stazioni di Spoleto e Perugia «che mette fuori gioco diverse zone dell’Umbria, già scarsamente collegata» e la «regolamentazione in materia di piscine, con l’incomprensibile discriminante, circa l’obbligo dell’assistente bagnante, tra le strutture con più o meno di 50 posti letto». Bianconi conclude ricordando alla Regione che «non ha alcun senso ampliare ulteriormente l’offerta di posti letto, già ben oltre la domanda, ma che le risorse pubbliche devono essere sempre più rivolte a qualificare l’offerta ricettiva esistente e soprattutto a moltiplicare le ragioni per venire in Umbria».
Nessun accenno ad iniziative degli albergatori per invitare in Umbria o per creare motivi di richiamo: a questo ci deve pensare "mamma Regione".

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