Sparito anche il lascito che fece nel 1998 alla città: carte, lettere, foto e soprattutto gli 86 premi vinti durante la sua carriera
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Venti anni fa scompariva Pupella Maggio, una delle più grandi interpreti del teatro napoletano.
Al secolo Giustina Maggio, discendente da una famiglia di sette generazioni di artisti, Pupella iniziò a calcare il palcoscenico a soli tre anni. La popolarità arrivò più tardi con gli spettacoli di Eduardo De Filippo e Luchino Visconti. Fu poi la volta del cinema con De Sica, Rossellini e Fellini.

Nel 1988 approdò a Todi per la seconda edizione del festival, dove recitò nel “Sogno di Pupella”. Fu amore a prima vista con la cittadina umbra, tanto che la Maggio elesse Todi a suo buen retiro, prendendo in affitto qui una casa, nelle vicinanze del Duomo, per molti anni. Proprio nella città di Jacopone l’attrice pubblicò il suo unico libro, “Poca luce in tanto spazio”, recensioni, poesie e aneddoti raccolte dal tuderte Carlo Grassetti.

Pupella amava a tal punto Todi che nel 1998 decise di donare tutti i suoi ricordi, carte, lettere, foto, ma soprattutto gli 86 premi vinti durante la sua prolifica carriera alla città.
L’ex sindaco Ottavio Nulli Pero ricorda molto bene quel momento: “Per festeggiare il lascito facemmo una grande festa in teatro. La sala era gremita e Pupella entusiasta di ricevere l’affetto della gente”.

Ma a 20 anni di distanza non v’è più traccia di Pupella Maggio nella città che l’attrice definiva: “La nonna che non ho mai avuto”. L’ eredità artistica regalata dalla Maggio con tanto affetto alla sua città d’adozione sembra essere svanita nel nulla.
Dal Comune affermano che sino 10 anni fa i premi della Maggio erano esposti presso l’ufficio cultura, situato all’interno del Monastero delle Lucrezie. Tuttavia in molti ignoravano questa presenza, primo fra tutti l’ex sindaco Nulli Pero, che per tanto tempo ha lamentato la mancata esposizione di quel lascito. La questione è stata anche oggetto di un’interrogazione nel 2004 da parte dell’allora consigliere Moreno Primieri, in cui ci si domandava che fine avessero fatto quei premi.

I vertici dell’ufficio cultura imputano questa “sparizione” allo spostamento dei propri uffici dal complesso delle Lucrezie. Dov’è dunque finita l’eredità Maggio? Dimenticata forse in qualche cantina, inghiottita dall’oblio, che ha travolto il ricordo di Pupella, per cui, ad oggi, l’attuale Amministrazione non prevede alcuna commemorazione nel ventennale della morte.

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