L’Associazione Vicus Martis, a nome di un gruppo di cittadini, propone all’Amministrazione Comunale di Massa Martana di intitolare il nuovo teatro, realizzato presso l’immobile dell’ex Consorzio Agrario Provinciale e di imminente inaugurazione, al concittadino Ottorino Giuseppe Caramazza. La motivazione risiede nel suo profondo legame con il mondo del cinema e del teatro nonché del suo particolare attaccamento al territorio.
Nato a Macerata nel 1912, O.G. Caramazza fu allievo di Alessandro Blasetti, uno dei padri del cinema italiano, e frequentò, dopo la maturità classica, la Scuola Nazionale di Cinematografia alla Reale Accademia di Santa Cecilia e poi il Centro Sperimentale di Cinematografia per la regia, scenografia e ripresa. Tra il 1939 ed il 1988, è stato soggettista, sceneggiatore, montatore, dialoghista in produzione e in edizione in più di seicento film.
Suo il film “Petrolini” (1952), antologia sull’attore romano Ettore Petrolini, preparata per la mostra del Cinema di Venezia di quell’anno. Inutile sottolineare tutte le iniziative rivolte alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio culturale di Massa Martana, dove giunse per la prima volta nel maggio 1965, per eseguire il montaggio del film “Invito Massetano”, realizzato per iniziativa della Pro-Loco di Massa Martana.
Con la stessa Pro-Loco fu ideatore, oltre che de “La Magnata”, del “Teatro nei Campi”, organizzato con il Seminario di Fisica Teatrale di Roma e svoltosi per la prima volta il 12 agosto 1972 con lo spettacolo “Didonea” di Rina Merlino, andato in scena presso il campo di Santa Maria delle Grazie.
“L’intitolazione del teatro – si legge nella lettera inviata dall’Associazione al Comune – alla figura di “O.G. CARAMAZZA” renderebbe il dovuto omaggio alla sua persona e costituirebbe il miglior risarcimento, da parte del Comune, per la deprecabile vicenda che ha riguardato la collezione libraria donata dallo stesso Caramazza alla biblioteca comunale, andata distrutta per cause ancora da chiarire. Nella stessa sede potrebbero trovare degna collocazione anche il ritratto e gli strumenti di lavoro già donati al Comune, negli scorsi anni, dalla famiglia”.










