L'esperimento, che replica quello già consolidato con l'utilizzo delle deiezioni degli animali, è in corso in Norvegia, dove i primi autobus alimentati con il carburante di origine umana gireranno per Oslo dal prossimo anno

Fosse settiche, depuratori, depositi di liquami domestici potrebbero diventare delle piccole “miniere” di carburante a poco prezzo e ridurre notevolmente il problema costituito da dove scaricare la c…a.
Un’equipe di scienziati norvegesi  è pronta a sperimentare in una serie di autobus  l’ alimentazione con biometano ottenuto dal trattamento delle feci umane.
Ciascuno di noi, infatti, produce inevitabilmente dei “detriti” che, se trattati e messi a fermentare, permettono di ottenere grandi quantità di metano. Ogni essere umano, nell’espletare i propri bisogni produce infatti l’equivalente di 8 litri di diesel.
Il biometano, dal punto di vista delle emissioni di Co2, risulta essere neutrale, rilasciando, rispetto al gasolio tradizionale, il 78% in meno di nitrati e il 98% in meno di polveri sottili. Anche i costi di produzione sembrano esser estremamente bassi, sarebbe possibile tagliare le spese del 30-40%; la materia prima necessaria per la produzione del biometano sarebbe abbondante e assolutamente gratuita.
I primi pullman inizieranno a circolare per le strade di Oslo già dal  prossimo anno.
Una città come Milano, con una popolazione di circa 1.300.000 abitanti, sarebbe in grado di generare una produzione annua di oltre 10 milioni di litri di carburante, sufficienti a far viaggiare 300 pullman per 100.000 chilometri.

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