Sono risultati ben 108 i frammenti papillari rilevati dalla polizia scientifica nel casolare di Via della Pergola a Perugia nel corso dei sopralluoghi svolti dopo l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher: 61 sono stati ritenuti utili per un confronto e 48 di questi sono stati attribuiti, 13 quelli non identificati.
E’ quanto è emerso oggi dalla relazione del sovrintendente capo Giuseppe Privitera, della Sezione Identità Giudiziarie del Servizio di polizia scientifica, durante la sua testimonianza di oggi davanti alla Corte d’Assise di Perugia nell’ambito del processo che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher.
Privitera ha spiegato che delle 48 impronte attribuite, 35 sono digitali e 13 palmari. Cinque sono state attribuite a Raffaele Sollecito, una ad Amanda Knox, una all’ivoriano Rudy Hermann Guede e 17 alla vittima. Le restanti sono state attribuite alle due coinquiline italiane che dividevano l’appartamento con Mez e Amanda e al fidanzato di Meredith.
Delle 13 impronte non identificate, quattro sono state rilevate dalla polizia scientifica all’interno della camera della vittima, due su un calendario e due sulla porta, lato serratura.
L’udienza riprenderà in aula domani mattina, quando è prevista la testimonianza di altri due esperti della Scientifica.
- redazione
- 9 Maggio 2009











