Un "gruppo dirigente autoreferenziale e arroccato su se stesso che si è chiuso nell'acquario di palazzo invece di ascoltare la gente"
tommaso bori

Tommaso Bori, ex consigliere comunale del Pd di Perugia,  è uno dei tanti che ha alzato la voce contro quello che è successo sabato in Consiglio regionale. Con un post su FB, molto apprezzato e condiviso sui social network, Bori va all’attacco della maggioranza di centrosinistra e di Catiuscia Marini.

“Siamo di fronte ad un vero e proprio cortocircuito inaccettabile
. Dare delle dimissioni definendole “irrevocabili e prese in autonomia” salvo poi partecipare, a distanza di pochi giorni, al voto in aula delle stesse e votare contro, per di più evocando anche gravissime eventualità come quella di aver subito un ricatto. Credo si offra la più chiara radiografia di un gruppo dirigente autoreferenziale e arroccato su se stesso.

L’incapacità di un gesto di responsabilità e di generosità verso la propria comunità e le istituzioni non può che causare amarezza da un lato e rabbia dall’altro.
Credo che, invece di chiudersi nell’acquario di palazzo, si dovrebbe ascoltare il popolo e tornare a costruire la “connessione sentimentale” che si è rotta per colpa di pochi e a danno di molti.

Mi piacerebbe che chi ha fatto queste scelte passasse anche un solo giorno con i bravi candidati Sindaco e Consiglieri Comunali per le strade e tra la gente, invece di rifuggirla, a parlare con le persone e non con se stessi: tutti chiedono l’apertura di una fase nuova, non l’accanimento terapeutico a cui stiamo assistendo.

Ha ragione chi ha detto che qui non basta più nemmeno voltare pagina, ma bisogna proprio cambiare libro: la prima pagina da riscrivere deve essere questo gruppo dirigente-zavorra, ancorato alla propria sopravvivenza e all’oggi. E che rischia di portare a fondo con se stesso un’intera comunità, perché incapace di pensare ad un domani senza loro stessi. Ma questo domani non solo é possibile, ma è necessario, sta a noi costruirlo insieme.

condividi su: