Il traffico di rifiuti accertato, nel solo periodo di osservazione, ha prodotto un illecito profitto stimato in circa 500.000 euro con dei quantitativi totali che si aggirano sulle 8.000 tonnellate annue di batterie smaltite

 

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Un’operazione condotta dai carabinieri del Noe di Perugia e da quelli per la tutela dell’ambiente, coordinati dalla procura di Terni, ha permesso di disarticolare una presunta organizzazione, costituita in Umbria e Lazio, dedita al traffico illecito di rifiuti speciali costituiti da batterie al piombo esauste.
Cinque arresti sono stati eseguiti stamani e quindici complessivamente sono gli indagati e quattro le aziende coinvolte.
Nell’indagine, denominata «Piombo», sono stati ipotizzati i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso e altri addebiti di natura ambientale.
I provvedimenti di arresto sono stati eseguiti dai carabinieri del Noe di Perugia, di Roma e del reparto operativo tutela ambiente, con il supporto dell’Arma territoriale di Terni, Subiaco, Tivoli ed Aprilia.
Durante l’operazione sono state eseguite anche diverse perquisizioni domiciliari e presso le aziende che hanno portato al sequestro delle batterie stoccate presso i centri di raccolta, nonchè di numerosi documenti ritenuti utili alle indagini.

Tutta la fase del traffico era realizzato attraverso la cooperazione di produttori, trasportatore e gestori di centri di rottamazione e raccolta di rifiuti, i quali modulavano i flussi dei rifiuti pericolosi (batterie esauste al piombo) dalle autofficine e ricambisti del centro Italia (Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo) verso centri di rottamazione e raccolta di rifiuti laziali della provincia di Roma e Latina, attraverso la sistematica falsificazione, oltre che dei F.I.R., anche dei registri di carico e scarico, di documentazione e fatture, dichiarandoli quali rottami ferrosi.
 

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