Missione, nei giorni scorsi, del Gruppo massetano dei volontari della Protezione civile nel campo di Paganica

100_1476

Dodici anni fa, il 12 maggio 1997, alle ore 15,51 una scossa tellurica tra il settimo e l’ottavo grado della scala Mercalli colpiva il territorio di Massa Martana.
Un esperienza che ha segnato tutta la popolazione e quel ricordo torna sempre alla mente quando lo stesso fenomeno colpisce altri territori come è stato nel caso dell’Abruzzo.
Ed i massetani hanno dimostrato subito di sentirsi vicini a quelle popolazioni con l’invio di aiuti e fondi. La sola Parrocchia di San Felice ha già inviato 7.000 euro mentre lo scorso venerdì le associazioni del territorio, accogliendo un idea di Alberto Balducci e Mauro Laurenti, hanno organizzato una serata danzante nel corso della quale sono stati raccolti fondi per realizzare delle coperture ombreggianti di una tendopoli.
E non ultima è da segnalare la missione del gruppo comunale volontari di  Protezione Civile. Per una settimana dal 2 al 9 maggio, Luca Alcini, Mellito Alcini, Gino Antonelli, Roberto Barbanera, Francesco Boninti, Mauro Tommasi e Palmiro Tommasi coordinati da Moreno Quartucci, hanno lavorato nella cittadina di Paganica.
In questa frazione dell’Aquila, che conta circa 7000 abitanti, è stato allestito infatti il campo della protezione civile della Regione Umbria. Qui i volontari massetani, alloggiati in un unica struttura, hanno lavorato per lo spostamento delle tende che erano state installate nel campo di rugby. Le piogge del mese di aprile avevano reso il terreno della tendopoli quasi impraticabile. Pertanto sono state spostate in settori del campo sportivo dove sono state realizzate delle massicciate drenanti. Inoltre i volontari massetani hanno collaborato anche alla realizzazione degli impianti elettrici della tendopoli e  alla sistemazione dei magazzini merce.
E’ stata un esperienza toccante, ha dichiarato Moreno Quartucci, "negli occhi delle persone  si legge ancora lo shock che hanno subito. Poi ci sono le persone anziane che durante il giorno vagano come smarrite nella tendopoli in quanto nelle ore di sole all’interno delle tende fa molto caldo. Mentre nelle giornate di maltempo erano costrette a restare sedute all’interno senza fare nulla sotto il rumore battente della pioggia. Noi abbiamo provato solo una settimana quello che può essere il disagio di una quotidianità in tenda. I bagni con doccia sono in containers comuni ed a volte ci sono problemi per l’acqua calda. Poi ci sono i bagni chimici che due volte al giorno vengono svuotati da imprese specializzate sotto il controllo, perché ciò avvenga, dei volontari dei carabinieri in congedo.
C’è uno spazio dove sono state installate delle lavatrici per effettuare il bucato. Nascono problemi di vicinato tra gli occupanti delle tende in quanto sono affiancate l’una all’altra e quindi è necessario che venga trovata al più presto una soluzione alternativa di alloggio. Il centro di Paganica è trasformato in una città fantasma e con il calar della notte assume un aspetto ancora più spettrale. Torneremo ancora con i volontari di Massa Martana quando il coordinamento regionale della protezione civile dell’Umbria ci convocherà per una nuova missione. Gli aiuti umanitari ne sono arrivati moltissimi, forse per quanto riguardi i deperibili anche troppi tutti insieme. Sarebbe opportuno che giungessero scaglionati nel tempo e pertanto un invito a non dimenticarsi di questi connazionali che si trovano in una notevole situazione di disagio".

 

condividi su: