Un antico proverbio rammenta che “l’occasione fa l’uomo ladro”.
Ciò viene tenuto in massima considerazione da quanti guardano con sospetto agli impianti di incenerimento, i quali possono funzionare relativamente bene solo se si fa la corretta manutenzione e si usa il giusto materiale.
Ma poi, vuoi per rientrare dalle spese, vuoi per guadagnare di più, vuoi per fare favori, le regole non vengono rispettate ed i bruciatori non hanno un’anima propria che gli impedisca di bruciare ciò che i gestori vogliono.
Ma non accade solo per gli inceneritori, che di ciò hanno dato buona prova in Umbria e Lazio, solo per guardare al recente passato.
Ed in quel di Bevagna, i gestori di un impianto che avrebbe dovuto essere per la produzione di energia elettrica da biomasse, hanno pensato bene che, visto che c’era, tanto valeva utilizzarlo, per smaltire prodotti di scarto di un impianto zootecnico anzichè di origine vegetale che dovevano essere trasformati in biogas
Doppio vantaggio economico: carburante gratis per l’impianto e nessun costo per smaltire i reflui zootecnici.
Ma stavolta gli è andata male ed il silos dell’impianto è stato posto sotto sequestro dai carabinieri del Noe.
Sequestrate anche tre autocisterne impiegate per il trasporto dei reflui.
Otto le persone denunciate a piede libero, tra loro i titolari delle due aziende e quelli delle autocisterne.
Tra gennaio e febbraio nella struttura sono state portate circa 2 mila tonnellate di reflui provenienti dall’impianto di depurazione.
- Redazione
- 15 Maggio 2009










