Sarà un autentico evento il concerto che il 5 luglio vedrà protagonisti in piazza del Popolo a Todi, per la prima volta in Umbria, nientemeno che i Jethro Tull, uno dei pochi gruppi che possono vantare una longevità ed una coerenza artisica che in tal senso li rende secondi solamente ai Rolling Stones.
I Jethro Tull arrivano in Italia per continuare la festa dei 40 anni di carriera, compiuti nel 2008, con un tour che vede Todi come unica tappa del centro Italia, nella cornice medievale di Piazza del Popolo.
A mettere a segno questo magistrale colpo due giovani musicisti, Emiliano Leonardi e Giulio Castrica, fondatori ed anima dell’associazione “Songs from the woods” che è all’organizzazione di un terzo Festival di cui i Jethro Tull rappresentano, ovviamente, la punta di diamante.
Il concerto di Todi ( 4.000 posti disponibili, con prevendite già iniziate sul circuito Ticketone ) sarà infatti l’evento clou di “Suoni dal Legno” che si snoderà da fine giugno a inizio agosto e nel quale ci saranno eventi del calibro di: Rosario Giuliani 3 Luglio Piazza del popolo, Eliot Fisk 26 Luglio Palazzi comunali, Roberto Fabbri 2 Agosto Palazzi comunali.
Le serate saranno in totale 15. I biglietti, nel comprensorio tuderte, possono essere acquistati presso l’Hotel Fonte Cesia. La conferenza stampa di presentazione dell’evento si terrà sabato 13 giugno nei palazzi della Regione.
Scheda "Jethro Tull"
Correva l’anno 1968 quando 4 giovani di belle speranze – Ian Anderson, Mick Abrahams, Glenn Cornick, Clive Bunker – si ritrovarono a Luton nel Berdfordshire per dar vita ad una band che prendeva in prestito il proprio nome, dal nome dell’inventore della macchina per la semina, appunto Jethro Tull ( 1674 – 1741 ). Fin dall’uscita del singolo A Song for Jeffrey, apripista del primo ed eccezionale album This Was ( 1968 ), i Tull si proposero come un momento di rottura nel panorama Rock mondiale, sapienti creatori di una formula che miscelava coerentemente Rock progressive, Blues, Jazz, Folk ed atmosfere fiabesche.
L’anno successivo con l’abbandono di Mick Abrahams a favore del chitarrista che ancora divide gioia e fatiche con Anderson, Martin Barre, fu quello della consacrazione con l’uscita di Stand Up, autentica pietra miliare della Storia del Rock, primo nelle vendite in U.K. e U.S.A., che conteneva la mitica Boureè per flauto, mutuata dalla tradizione classica (Bach).
Indiavolata ed ipnotica la Loro apparizione all’ultimo Happening generazionale all’Isola di Wight del 1970 nel quale i Tull dividono il palcoscenico con Jimi Hendrix, Bob Dylan, Jefferson Airplane ecc.
Il 1971 è l’anno di Aqualung, che apre la trilogia concettuale dei Tull ( proseguita con Thick as a Brick e A passion Play ), nel quale i cambiamenti climatici e l’ampio respiro delle canzoni fa gridare
il popolo del Rock al “Miracolo Artistico” ( Time Ottobre 1971 ).
L’album colpì il pubblico grazie alla celebre copertina raffigurante un barbone, molto somigliante al leader del gruppo . L’immagine impressiona soprattutto per la crudezza dell’espressione e dello sguardo del volto di Aqualung, cui fa da contraltare un manifesto che reclamizza eleganti e dispendiose vacanze natalizie.Pare che il titolo dell’album derivi dal rantolo roco del barbone simile – secondo Anderson – al rumore di un respiratore artificiale (l’Aqualung ne è un modello particolare).Le liriche raccontarono in maniera aspra la vita di Aqualung, fallimentare a scuola come nelle relazioni interpersonali. Unico suo interlocutore possibile restò Dio al quale in punto di morte – in un ultimo rantolo rabbioso – Aqualung dedicò solo parole sprezzanti. A tutt’oggi Aqualung è un po’ la "signature song" della band. Nel disco tornarono atmosfere blues e fortemente rock ad alternarsi con episodi delicati ma mai sdolcinati o leziosi. In più, i testi, che composero un vero e proprio concept (nonostante Anderson stesso neghi questa caratteristica), furono una critica corrosiva alla società ed alle istituzioni e diedero un ulteriore contributo a fare di Aqualung il disco più famoso dei Jethro Tull.
E’ l’epoca dei Concept-album, periodo nel quale i Jethro Tull si impongono come imprescindibile pietra di paragone e termometro della situazione
Con Thick as a Brick (1972) ritentarono la carta del concept album. Qui addirittura tutta la musica è unita in una sola grande suite, separata solo dal necessario cambio di facciata del disco. Ottima prova di grandissimo impatto e valore musicale. Thick as a Brick fu generalmente considerato il primo album strettamente progressive dei Jethro Tull, pur mantenendo, secondo lo stile del gruppo, forti connotazioni rock, blues e folk. La struttura delle tracce è inedita: il disco presentò un unico brano, suddiviso in due parti (senza una reale soluzione di continuità) solo per le esigenze tecniche del vinile (e successivamente riunificato nell’edizione in CD). Lo stesso schema verrà adottato successivamente dai Jethro Tull per l’album A Passion Play. Non sorprende che Thick as a Brick fosse un concept album; i testi furono presentati come opera di un immaginario bambino prodigio, il poeta Gerald Bostock. Nell’edizione originale, la copertina fu caratterizzata da un packaging decisamente insolito: il fronte era un intero quotidiano ripiegato e sfogliabile, un ipotetico St. Cleve Chronicle del 7 gennaio 1972. In prima pagina la notizia della premiazione dell’immaginario Gerald Bostock, poeta di solo otto anni soprannominato ironicamente il Little Milton e, all’interno, i testi dell’opera, confusi tra altri articoli. Si tratta ovviamente di una finzione che si inserisce nella miglior tradizione feel humour britannico come rappresentato per esempio da Monty Python.Pare che l’idea di realizzare un concept album sia venuta a Ian Anderson in reazione ai critici che avevano etichettato come tale il precedente album del gruppo, Aqualung. Con Thick as a Brick Anderson volle prendere ironicamente le distanze dalla "moda" stessa dei concept album tipica del rock progressivo, portando l’idea al suo eccesso (un singolo, monolitico brano). Gli ascoltatori che padroneggiano la lingua inglese potranno anche apprezzare i numerosi elementi di sarcasmo e umorismo che caratterizzano i testi di quest’opera. Thick as a Brick venne generalmente considerato uno dei momenti più alti della carriera dei Jethro Tull e un perfetto esempio del particolarissimo approccio del gruppo al rock progressivo. Una versione ridotta di questa lunghissima suite costituì uno degli appuntamenti fissi delle esibizioni dal vivo del gruppo (celebre in particolare la versione live sul doppio Bursting Out).
Nel 1978 i Jethro Tull firmano il primo evento Rock trasmesso in mondovisione dal Madison Square Garden con un audience stimata in 400 milioni di persone.
Nel 1987 i Jethro Tull pubblicarono Crest of a Knave, considerato in un certo senso l’album della rinascita del gruppo.In effetti, i primi anni ottanta segnarono una sorta di declino e, in seguito ad Under Wraps, sembrava che la band dovesse sciogliersi. Ma dopo 3 anni dall’uscita del precedente album Ian Anderson, che in seguito all’abbandono di Peter-John Vettese, ricoprì anche il ruolo di tastierista, riuscì a sfornare finalmente un nuovo disco che mise d’accordo tutti i fans, cosa che non succedeva da ormai una decina d’anni circa. Crest of a Knave non fu un album caratterizzato dall’elettronica come lo erano i precedenti. Tornarono infatti prepotentemente il flauto traverso e la chitarra elettrica. Durante i concerti dal vivo, come avvenne per i brani di Aqualung e Thick as a Brick, canzoni come Farm on the Freeway e Budapest divennero, da questo momento in poi, appuntamenti classici fissi.Il risultato fu un successo nel vero senso del termine tanto da restituire fama e lustro alla band. Addirittura il disco vinse il Grammy Award per il miglior prodotto hard rock/heavy metal dell’anno, nel 1989. Questo evento creò una certa confusione dal momento che nessuno considerava, a ragione, i Jethro Tull come un gruppo heavy metal, tanto che la Chrysalis consigliò alla band di non presentarsi nemmeno alla consegna dei premi, dato che gli altri concorrenti in corsa per il premio erano i molto più quotati Metallica, Alice Cooper e AC/DC.I Jethro Tull, al crocevia con così diverse componenti musicali finirono anche per fondare una specie di alleanza con altre formazioni folk rock inglesi quali ad esempio i Fairport Convention con cui per lunghi tratti ebbero in comune Dave Pegg al basso.
Il resto è cronaca di ottimi albums ( Minstrel in the gallery, Songs from the woods, Crest of a knave ecc…) sempre di gran classe e qualità.
Gruppo invecchiato benissimo, i Jethro Tull non hanno mai battuto i sentieri ispidi dell’avanguardia né preteso di convogliare temi generazionali, ma hanno sempre e solo voluto creare musica e hanno sempre voluto che si giudicasse solo questa. Grazie al talento straordinario di Jan Anderson, personalità anticonformista e scomoda, forse più artigiano che artista, hanno lasciato una discografia che complessivamente è tra le più significative, sia quantitativamente che qualitativamente, nella storia del rock.








