Soppressi 571 i posti di insegnante e 221 quelli del personale non docente: la presidente della Regione Lorenzetti scrive al Ministro Gelmini
scuola


A marzo scorso, da
una nota congiunta del capogruppo regionale dei Verdi, Oliviero Dottorini, e della responsabile scuola del movimento, Emanuela Arcaleni, sembrava che fossero 510 le cattedre che salteranno nelle scuole dell’Umbria.
Ora si sono fatti i conti più accurati 
ed il “taglio” è ancora più, se possibile, doloroso.
Sarà di 571 docenti e 221 unità di personale non docente il taglio degli organici nelle scuole dell’Umbria, così come previsto dai vari provvedimenti adottati dal Governo Berlusconi e dal ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini.
«Forte preoccupazione» per questo stato di cose è stato manifestato dalla presidente della Regione Umbria,  in una lettera inviata al Ministro.
La Lorenzetti lamenta innanzitutto il fatto che tali scelte, nè concertate, nè condivise, non consentiranno per il prossimo anno un corretto e qualificato funzionamento del sistema scolastico in quanto non rispettano le attese delle famiglie, i bisogni degli studenti, le esigenze degli insegnanti e di tutta la comunità regionale.
Nella lettera la presidente ricorda come in questi anni la Regione Umbria, unitamente agli enti locali, ha sostenuto le proprie scuole non solo con interventi rivolti alla didattica, allo sviluppo delle esperienze dei laboratori, ma anche rafforzando un’offerta formativa rispondente ai bisogni del territorio, sia rispetto ai diritti di cittadinanza che rispetto ad un investimento strategico sui saperi.
Tra le altre cose, ricorda, sono stati potenziati interventi anche nel settore dell’edilizia scolastica, nel quale si è investito soprattutto a favore della sicurezza nelle scuole e degli spazi educativi anche nei territori della nostra montagna.
A fronte di ciò, però, si registrano interventi del Governo sugli organici in cui non sono previste risorse per la costituzione di nuove sezioni di scuola dell’infanzia, pur in presenza di un aumento del numero degli alunni e quindi delle liste di attesa, e si assiste inoltre ad un forte incremento delle pluriclassi nella scuola primaria, in completo disaccordo con la programmazione regionale che indica come prioritaria la riduzione delle stesse.
Per la presidente, dunque, il problema non è solo quantitativo, ma riguarda l’efficacia e la qualità del sistema scolastico umbro: in Umbria, grazie anche all’impegno della Regione e degli enti locali, è stato realizzato un sistema scolastico di qualità, che si lega al territorio, che include multietnie e multiculturalità, che prova sempre di più a costruire un sistema integrato di istruzione formazione e lavoro. Ed ora tutto ciò è a forte rischio.

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