In occasione del ventennale del gruppo cittadino, un convegno ha fatto il punto sull'educazione dei giovani e sul difficile ruolo del formatore
scout

Nel giorno del ventennale della loro fondazione, gli scout di Todi hanno guardato al futuro puntando tutto sull’educazione e sul difficile ruolo del formatore. È stato questo il tema di fondo del convegno tenutosi nella Sala del Consiglio e intitolato appunto “Scoutismo ed educazione: il coraggio dei valori forti”.
A parlare al pubblico sono intervenuti il prof. Aldo Curiotto, giornalista e studioso che oggi insegna alla scuola media di Amelia, e la dott.ssa Dina Tufano, capo guida dal 2005 al 2008. A moderare l’incontro Stefano Befani, uno dei fondatori del Gruppo Scout Todi1.
In rappresentanza dell’amministrazione comunale, l’assessore alle Politiche giovanili Nazareno Menghini ha espresso soddisfazione per l’attività del gruppo tuderte in questi venti anni.
Diversi e complementari sono stati gli interventi dei due relatori: tutto in chiave psicologica e filosofica il primo, più legato all’esperienza diretta il secondo. In entrambi i casi, protagonisti indiscussi sono stati i giovani e il loro rapporto con gli adulti, genitori, insegnanti, educatori. Il rischio era quello di generalizzare e scivolare facilmente nel luogo comune. E invece dirette ed efficaci sono state le parole del prof. Curiotto, che di certo avrà fornito più di uno spunto di riflessione ai tanti genitori presenti in sala.
Molti i temi pedagogici affrontati, che in alcuni casi chiamano in causa la filosofia ma che sono concretamente vicini alla realtà quotidiana di centinaia di famiglie alle prese con la crescita di un adolescente: un eccesso di libertà concessa in mancanza di un metodo educativo alternativo a ragazzi impreparati a servirsene; il dilagare di modelli mediocri che inevitabilmente creano delle conseguenze nei giovani; una sempre crescente paura di far maturare i propri figli passando anche attraverso le normali sofferenze e i sacrifici della vita. E, su tutto, la necessità improrogabile che i ragazzi abbiano la possibilità di formarsi come persone, sviluppando carattere e personalità e diventando pian piano adulti maturi, in grado di affrontare la vita da soli, con un proprio senso critico che vada oltre l’emulazione dei coetanei.
 D’accordo su tutta la linea con il prof. Curiotto si è dichiarata la Tufano, che da anni è in contatto con ragazzi scout nella fase fondamentale della loro crescita. Forte dell’esperienza di membro del Consiglio nazionale degli scout, in cui il tema dell’educazione è sempre di attualità, la Tufano ha sottolineato quanto oggi, in un mondo in continuo divenire, sia fondamentale per l’educatore un atteggiamento di apertura, che lo porti ad affrontare nel modo giusto la crescente precarietà del mondo moderno e le sue conseguenze nell’animo degli adolescenti. Può farlo seguendo la cosiddetta “etica del viandante”, sempre pronto a raggiungere nuovi traguardi portandosi sulle spalle il peso delle responsabilità e lo spirito di adattamento.
Di certo, non è facile in questo periodo storico mettere in atto quel tipo di educazione autorevole ma non impositiva applicata dal metodo scout. Ma oggi, e sempre più negli anni a venire, come ha ben chiosato Sua Eccellenza il vescovo Giovanni Scanavino a conclusione dell’incontro, è proprio sull’educazione che si gioca il futuro della nostra società e su questo tema cruciale tutti dovranno necessariamente confrontarsi.
C’è ancora molto lavoro, dunque, anche per gli scout di Todi, pronti ad affrontare altri vent’anni di attività con l’abnegazione e l’entusiasmo dei primi giorni.

       

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