Il 20 giugno 1859  truppe svizzere inviate dal governo pontificio soffocarono nel sangue la rivolta popolare della città umbra

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Dopo aver subito i gravi danni dalla vicenda della Loggia P2 , la massoneria italiana riappare alla luce del sole proprio in Umbria.
Il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani e il Collegio dei Maestri Venerabili dell’Umbria organizzano il convegno di studi «XX Giugno a Perugia. Gli uomini e le idee», che si terrà oggi alle 17, nel Complesso di San Bevignate, per il quale è stato predisposto anche un annullo filatelico.
L’occasione è la ricorrenza dei 150 anni delle stragi di Perugia, perpetrate il 20 giugno 1859, dalle truppe svizzere inviate dal governo pontificio per soffocare nel sangue la rivolta popolare della città umbra, che aveva espresso un governo provvisorio per far parte del Regno d’Italia.
Al di là del fine commemorativo di uno degli avvenimenti del Risorgimento,  l’iniziativa intende approfondire sia «il ruolo che la massoneria ebbe allora nella difesa della città». sia «il ruolo dell’istituzione come culla del libero pensiero e di difesa del dialogo».
«Dunque, una Massoneria sempre più proiettata verso il confronto aperto e costruttivo con la società civile e impegnata in grandi battaglie civili – ha detto il Gran Maestro- tra cui, quella per la riaffermazione e il rafforzamento della scuola pubblica, per la libertà di ricerca scientifica, per la riaffermazione del pensiero laico, per la globalizzazione dei diritti umani. Un impegno che è testimoniato anche dal fatto che sempre più numerosi sono i giovani che chiedono di aderirvi». 
A mezzanotte «per non dimenticare la cieca violenza subita, un secolo e mezzo fa, da bambini, donne e uomini, i Liberi Muratori si riuniranno, come vuole la tradizione, di fronte al monumento del Frontone», eretto nel 1909 a ricordo e testimonianza delle stragi del 1859, con l’esecuzione di inni garibaldini, del Nabucco e dell’inno nazionale a cura della Corale Stoneight.
 
 

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