L’Istat ha condotto nel 2007 un’indagine, ora resa pubblica, a tre anni dalla laurea su 260.070 laureati, di cui 167.886 in corsi lunghi e 92.184 triennali.
Oltre il 50% dei laureati triennali, dopo tre anni dal conseguimento titolo di studio, è ancora impegnato in un biennio specialistico. Il 37,2% ha ottenuto il titolo di secondo livello, il 15,6% frequenta un altro corso di laurea specialistica
Gli ingegneri, con l’81,3%, sono quelli a registrare il maggior numero di occupati a tre anni dalla laurea. Molto meno bene va, invece, a chi si laurea in medicina (24%), che di solito continua a studiare, e a chi si laurea in giurisprudenza (38,1%), in educazione fisica (45,8%), in geo-biologico (46,7%) e in letterario (48,6%).
Fra le lauree in ingegneria spicca la specializzata in meccanica (88,9%), in telecomunicazioni (88,1%), in chimica (84,9%). Buoni anche i livelli dei laureati in farmacia (82,5%), in economia aziendale (76,3%), odontoiatria e protesi dentaria (75,4%).
A tre anni dal titolo di studio, in genere, ha un’occupazione il 73,2% dei laureati (74% nel 2004), sia che abbia frequentato corsi lunghi sia per i corsi triennali.
Fra chi ha un lavoro continuativo dopo la laurea, il 60,3% è uomo, il 53,3% è donna; il 66,3% risiede al Nord contro il 43,4% del mezzogiorno e del 53,6% del centro. Le migliori performance si registrano negli atenei del nord Italia.
Oltre il 50% dei laureati triennali, dopo tre anni dal conseguimento titolo di studio, è ancora impegnato in un biennio specialistico. Il 37,2% ha ottenuto il titolo di secondo livello, il 15,6% frequenta un altro corso di laurea specialistica
Gli ingegneri, con l’81,3%, sono quelli a registrare il maggior numero di occupati a tre anni dalla laurea. Molto meno bene va, invece, a chi si laurea in medicina (24%), che di solito continua a studiare, e a chi si laurea in giurisprudenza (38,1%), in educazione fisica (45,8%), in geo-biologico (46,7%) e in letterario (48,6%).
Fra le lauree in ingegneria spicca la specializzata in meccanica (88,9%), in telecomunicazioni (88,1%), in chimica (84,9%). Buoni anche i livelli dei laureati in farmacia (82,5%), in economia aziendale (76,3%), odontoiatria e protesi dentaria (75,4%).
A tre anni dal titolo di studio, in genere, ha un’occupazione il 73,2% dei laureati (74% nel 2004), sia che abbia frequentato corsi lunghi sia per i corsi triennali.
Fra chi ha un lavoro continuativo dopo la laurea, il 60,3% è uomo, il 53,3% è donna; il 66,3% risiede al Nord contro il 43,4% del mezzogiorno e del 53,6% del centro. Le migliori performance si registrano negli atenei del nord Italia.
Le migliori performance occupazionali per i laureati triennali riguardano le professioni infermieristiche (72,4%), le scienze tecnologiche informatiche (66,4%); al di sopra il 60% anche Scienze della mediazione linguistica e Disegno industriale. Ai livelli più bassi i gruppi giuridico (21,9%), geo-biologico (31,3%), psicologico (32,2%) e letterario (35,5%).
A tre anni dalla laurea, la gran parte di quanti svolgono un lavoro iniziato dopo il titolo è occupato in un’attività continuativa: il 91,1% dei laureati nei corsi lunghi e il 92% dei triennali. Per lavori a termine le percentuali sono 37,1% e 44,8%; il part-time riguarda un occupato su 7, senza distinzioni di laurea.
Ma entro il primo anno dalla laurea, è occupato il 30,2% dei laureati dei corsi lunghi e il 37% dei laureati triennali.
Ad un anno invece, le percentuali si ribaltano e diventano, rispettivamente, 56,9% e 52,2%. Ancora successo per gli ingegneri che ottengono il 74,1%.
Ad un anno invece, le percentuali si ribaltano e diventano, rispettivamente, 56,9% e 52,2%. Ancora successo per gli ingegneri che ottengono il 74,1%.
I giovani che svolgono un lavoro continuativo iniziato dopo la laurea guadagnano in media circa 1.300 euro; 1.310 per i corsi lunghi, 1.293 per i triennali. Le remunerazioni degli uomini risultano sempre più elevate rispetto alle donne, mediamente del 18%.
Salvo i medici, gli ingegneri ed anche i laureati nei gruppi chimico-farmaceutico, si devono accontentare di lavori nei quali il titolo non è richiesto oltre 6 laureati su 10 dei gruppi giuridico e letterario.










