Che la scienza non sia un’opinione lo sostengono in molti ma, a sentire quello che accade al processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher, c’è da dubitarne.
Secondo il consulente della difesa del giovane pugliese Meredith venne aggredita e poi uccisa intorno alle 21.30 del primo novembre del 2007, cioè prima di quanto sostenuto dal consulente dell’accusa che lo aveva collocato intorno alle 23.30.
Poi il consulente ha escluso una morte per strozzamento ma ha parlato di «presa al collo fugace» da parte di una sola persona.
Infine per la difesa la ferita rilevata sul collo della vittima venne provocata da una lama «lunga al massimo otto-nove centimetri». Il coltello sequestrato in casa del giovane e considerato dagli inquirenti come l’arma del delitto aveva, invece, una lama di una trentina di centimetri.
Discordanze tra periti anche sulle reali dimensioni della stanza del delitto.
Il consulente della difesa del giovane pugliese ha riferito di avere operato una ricostruzione delle dimensioni della camera dove venne uccisa Mez risultata – a suo avviso – più piccola rispetto a quanto ritenuto dalla polizia scientifica
Perciò il perito ritiene che Meredith Kercher sia stata aggredita da una sola persona, in quanto «fisicamente impossibile» che lì ci fossero tre aggressori.
- Redazione
- 20 Giugno 2009










