Il sovraffollamento che si registra, in particolare a Capanne, è anche conseguenza del ridotto numero di agenti di polizia penitenziaria
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Complessivamente nei carceri umbri si trovano attualmente 805 detenuti sottoposti al regime di media sicurezza, 153 ad alta sicurezza e 35 cosiddetti detenuti protetti, oltre ai 168 sottoposti al carcere duro.
Le donne sono complessivamente 58, il 5.1% del totale, gli stranieri 469, il 41.6%, e i tossicodipendenti 299, il 26.5%.
Il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, ha annunciato che nel carcere di Terni è in corso la realizzazione di un’altra struttura con 200 posti destinata a essere completata entro il 2011.
Nelle strutture detentive del’Umbria lavorano 905 agenti di polizia penitenziaria, 84 dei quali donne
e un adeguamento dell’organico si impone se si vogliono utilizzare appieno tutte le strutture disponibili.
Anche se in Umbria sono stati  81 i detenuti arrivati da L’Aquila alla casa di reclusione spoletina dopo il terremoto ad essere interessata in particolare al sovraffollamento è la sezione maschile del carcere perugino di Capanne.
In Umbria nell’ultimo anno la popolazione carceraria è cresciuta del 33 per cento, passando da 861 detenuti del giugno 2008 ai 1.124 attuale.
Nel carcere di Perugia il sovraffollamento fa sì che in molte celle costruite per ospitare una sola persona  ce ne vivano due o tre, ricorrendo spesso a materassi collocati a terra per dormire. «Un sovraffollamento mai registrato e quindi preoccupante» ha detto il direttore del carcere perugino Bernardina Di Mario. «L’organico della polizia penitenziaria – ha aggiunto – è poi molto ridotto.

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