La Giunta regionale ha approvato un disegno di legge che regolerà meglio il posizionamento di elettrodotti e di stazioni radiotelevisive e di telefonia
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La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato un disegno di legge che contiene integrazioni e modifiche alla Legge regionale  sulla tutela sanitaria e ambientale dell’esposizione ai campi elettromagnetici, normativa che ha l’obiettivo di tutelare la salute della popolazione, salvaguardare l’ambiente e ridurre l’inquinamento elettromagnetico prodotto da elettrodotti e da stazioni radiotelevisive e di telefonia (problemi questi che sul monte Peglia e sui monti Martani sono stati in passato al centro di forti preoccupazioni).
Il disegno di legge opera una netta distinzione tra sistemi di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, le cui autorizzazioni sono attribuite alle Province, e gli impianti di emissione radiotelevisiva e telefonica, di competenza comunale. Per ciascuna tipologia sono individuate le modalità di presentazione e approvazione di Piani e Programmi di sviluppo delle reti, le richieste di autorizzazione e le azioni di risanamento per  installazioni che superano i limiti di legge. Per la prima volta i gestori degli impianti sono chiamati a vigilare sulle proprie attività e a verificare per primi i livelli di emissione elettromagnetica, con l’obbligo di segnalare e predisporre eventuali azioni di risanamento in caos di difformità. Una attività che è ovviamente integrata dall’azione di controllo svolta da Comuni e Province sul rispetto dei limiti di emissione avvalendosi del supporto di ARPA (Agenzia regionale per  l’ambiente).
Ogni anno i gestori dovranno farsi approvare dall’Autorità competente i piani di sviluppo, passaggio indispensabile per ottenere poi le successive autorizzazioni sui singoli interventi.
Per quanto riguarda gli impianti radioelettrici, onde evitare ulteriori crescite caotiche, il DDL individua criteri di salvaguardia sull’effettivo utilizzo delle potenze autorizzate e disciplina anche l’installazione di impianti a potenza ridotta, quali le reti WiFi. Da segnalare la regolamentazione delle fasi di dismissione degli impianti, con la rimozione delle vecchie strutture e l’obbligo di ripristino ambientale dei luoghi. E’ infine previsto l’aggiornamento del Catasto Regionale delle emissioni elettromagnetiche, con sanzioni in caso di violazione. 
  

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