Il presidente dell'AURI, Antonino Ruggiano, ha annunciato l'avvio della procedura per il nuovo piano di ambito
Antonino Ruggiano

Le sedi di Terni e Perugia dell’Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri) hanno ospitato le conferenze annuali dedicate al servizio idrico integrato e al servizio rifiuti. I vari gestori hanno presentato i dati sulla ‘customer satisfaction’ e fornito informazioni in ordine alla gestione dei due importanti servizi.

“I dati – ha commentato il direttore dell’Auri Giuseppe Rossi – mostrano un tendenziale gradimento da parte dei cittadini in riferimento a tali servizi. Vi sono sicuramente criticità e problematiche da superare, ma sostanzialmente il sistema oggi tende a migliorare le performance. Alle conferenze sono intervenute varie associazioni dei consumatori, sindacali e di categoria, e tutte hanno avuto modo di segnalare gli aspetti positivi ma anche di rimarcare le cose che ancora non vanno e devono essere migliorate”.

Alla conferenza di Perugia, dedicata ai rifiuti, ha preso parte il presidente dell’Auri Antonino Ruggiano che ha informato sull’avvio della procedura per la definizione del nuovo Piano di ambito regionale. “Nel 2020 – ha dichiarato Ruggiano – l’Umbria uscirà definitivamente dalle situazioni di emergenza che hanno caratterizzato gli anni passati. Finalmente, dopo alcuni anni difficili dovuti alle note vicende giudiziarie che hanno coinvolto i gestori del servizio, si è riusciti a riportare in equilibrio il sistema evitando il ricorso agli impianti fuori regione e congiuntamente a ottenere risparmi sulle tariffe di trattamento e smaltimento dei rifiuti. Oggi possiamo guardare con più fiducia alle sfide aperte nel campo ambientale”.  “Questo importante risultato – ha aggiunto Ruggiano – è stato raggiunto grazie alla disponibilità dei gestori di impianti come Acea ambiente srl, Sogepu spa, Gesenu spa, Tsa spa e Vus spa, unita a un intenso lavoro dell’autorità, che è riuscita a mettere a sistema tutte le risorse impiantistiche della regione Umbria”.

Come ha spiegato il presidente dell’Auri, la ripresa dei conferimenti presso la discarica di Borgogiglione a Magione, il pieno sfruttamento dell’impianto di Le crete a Orvieto, l’entrata in esercizio a pieno regime del polo integrato di Belladanza a Città di Castello e dell’impianto di biodigestione e compostaggio di Casone a Foligno, hanno permesso di raggiungere l’autosufficienza regionale nei riguardi del trattamento dei rifiuti urbani differenziati e indifferenziati.

“Secondo la distribuzione dei nuovi flussi – ha detto Ruggiano – si prevede che nella discarica di Borgogiglione nel corso del 2020 verranno conferiti al massimo 36.000 tonnellate di rifiuto trattato e stabilizzato, in quella di Belladanza 50.000 tonnellate ed in quella di Le Crete 47.000 tonnellate. Appena due anni fa questo risultato sembrava impossibile da raggiungere, ma ora non bisogna cullarsi sugli allori perché il lavoro da fare è ancora molto. Mi riferisco in modo particolare al fatto che i rifiuti urbani che vanno attualmente a finire in discarica sono ancora troppi, circa 133.000 tonnellate l’anno, e la capacità residua delle nostre discariche non è illimitata ed a questo ritmo si rischia di esaurirla nell’arco di 3-5 anni”.

condividi su: