Intesa Stato Regioni per etichetta origini carni suine; il presidente Comagri Gallinella: “Provvedimento fondamentale per tutelare i prodotti del Made in Italy e i consumatori, siamo sulla strada giusta”
etichette pasta e riso

Raggiunta l’intesa in Conferenza Stato Regioni sul decreto che introduce l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle carni suine trasformate. “Questo provvedimento, atteso da molto tempo, conferma come l’Italia sia all’avanguardia nella materia dell’etichettatura poiché il testo prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette informazioni come il nome del paese di nascita degli animali, il nome del paese di allevamento e quello in cui sono stati macellati” – sottolinea il presidente Comagri Filippo Gallinella che, in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, spiega le novità del provvedimento.

“Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma ‘Origine: nome del paese’, mentre la dicitura 100 per cento italiano è utilizzabile solo quando ricorrano le condizioni previste dal comma e la carne sia proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia. Quando la carne proviene invece da uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma ‘Origine: UE’, ‘Origine: extra UE’, ‘Origine: Ue e extra UE’.

In conferenza Stato-Regioni è stata inoltre raggiunta l’intesa anche sul fondo suinicolo nazionale che prevede un ammontare di 5 milioni di euro: uno strumento in più per lavorare su contratti di filiera, innovazione nella valorizzazione delle carni e rafforzamento della trasparenza nella formazione del prezzo nelle commissioni uniche nazionali del settore. Ho sempre ritenuto che la piena trasparenza in etichetta sia fondamentale per tutelare i prodotti del Made in Italy e i consumatori e proprio a riguardo, nel 2013, avevo già depositato una mia prima Pdl. Siamo sulla strada giusta – conclude Gallinella – e l’auspicio è che la normativa venga armonizzata a livello europeo, poiché in un mercato unico bisogna giocare con regole uguali per tutti”.

condividi su: