Il Comunale si conferma luogo di attrazione, non solo per la stagione di prosa o i vari eventi che ospita, ma anche per le prolungate aperture alle visite guidate pianificate dal Comune e da Coop Culture
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Il Teatro Comunale di Todi è uno dei luoghi aperti della città, frequentato in modo assiduo durante la stagione di prosa, utilizzato spesso dalle scuole e dalle associazioni, meta di visite organizzate a cura di Coop Culture, il soggetto gestore per conto del Comune degli spazi culturali della città.
Da qualche anno, nonostante tanta ampia fruibilità, il Teatro Comunale viene aperto in via straordinaria alle visite durante il periodo turistico natalizio con risultati lusinghieri. Nel 2019 si è iniziato già dal 21 dicembre, cui sono seguite le giornate del 22, 26, 27, 28 e 29 dicembre, una settimana che ha visto collezionare oltre 500 ingressi.
Un risultato che è destinato a migliorare, vista l’affluenza che tradizionalmente si registra nel periodo di capodanno, settimana che vedrà il Comunale di nuovo aperto il 30 e 31 dicembre ed il 2 e 3 gennaio (solo il pomeriggio dalle 15 alle 18) nonchè il 5 e 6 gennaio per l’intera giornata (dalle 10:30 alle 13 e dalle 15 alle 18).

Il Teatro Comunale di Todi, progettato dall’architetto Carlo Gatteschi, ha una storia di quasi 150 anni, ed è stato completato e aperto nel 1873. Le opere murarie vennero date in appalto all’esperto Napoleone Volpi di Firenze e all’ingegnere Vincenzo Boschi di Perugia, allora residente a Todi. Gli specchi e i medaglioni che decorano la sala vennero modellati nello studio Angeletti e Biscarini di Perugia.
La costruzione in legno del palcoscenico, praticabile, macchinari diversi ed attrezzi, fu opera di Cesare Canovetti di Siena. Ai fratelli Giosuè e Daniele Lumaconi di Perugia vennero affidati i lavori di doratura delle decorazioni a stucchi della sala. La pittura del soffitto fu opera del Prof. Matteo Tassi di Perugia, e le altre decorazioni vennero eseguite dal pittore Alfonso Morganti pure di Perugia. La grande armatura a cavalletti del tetto venne eseguita dal falegname Egisto Segoni di Firenze, e la ferratura della medesima dai Fratelli Vespasiano e Nicola Martini di Todi.

Tanto il sipario, come tutte le scene, quinte e pannoni in tela, furono lavori dei pittori perugini Angelini e Baldini. Il sipario, rappresentante l’arrivo di Lodovico Ariosto a Todi, è opera di Annibale Brugnoli, altro pittore perugino, artista di grande fama.
I quattro medaglioni in terracotta, raffiguranti Metastasio, Alfieri, Rossini e Goldoni, come simboli di creazione di lavori teatrali, nonché lo stemma del Comune, collocati nella facciata principale, vennero modellati dagli scultori Angeletti e Biscarini. Eleuterio Branzanti di Todi eseguì tutti i lavori di tappezzeria. Dopo tre anni di lavoro, e cioè nel 1872, l’opera fu compiuta.

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