"Carissimi Nicolò e Filippo, non riesco più a resistere alla vostra assenza che dura ormai da circa 800 giorni". Inizia così la lettera aperta che Roberto Spaccino, l’uomo condannato all’ergastolo per la morte della moglie Barbara Cicioni, ha inviato a TamTam dal carcere di Terni indirizzandolo ai suoi due figli.
"Questa mia lettera mi aiuta sostenendomi e donandomi tanta fiducia di poter avere domani anche quello che non ho potuto darvi in questo periodo della nostra lontananza.
Ancora non riesco a comprendere i motivi di questa mancata comunicazione, forse vi sarò stato presentato in modo negativo, da chi non mi conosce veramente, e quindi vi state facendo un’immagine distorta del vostro papà e della mia mancanza di attenzione e di interesse nei vostri confronti.
Vi voglio informare e rassicurare che aspiro a essere l’espressione massimo dell’amore paterno, voi non siete stati uno sbaglio, nè un errore ad essere stati concepiti, sia per me che per la mamma. La mia volontà è quella di dimostraverlo, perchè voi sieti stati creati per essere nostri figli e io il vostro padre.
Appena avrò l’occasione continuerò a offrirvi molto di più di quanto potete ricordare nel periodo nel quale abbiamo sperimentato i nostri sentimenti; il mio impegno è quello di provvedere per ogni vostra necessità. La mia volontà, senza nessun dubbio, per voi è un futuro fatto pieno di gioia, di fiducia, di pace e di massimo bene,.
I miei pensieri per voi sono tanti, perchè voi siete l’unica cosa che mi è rimasta, voi siete il mio tesoro più prezioso. Desidero, è bene che voi lo sappiate, avere con voi un rapporto con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima, come è stato fino al momento di una disgrazia, che supera le nostre volontà, e voglio riuscire a mostrarvi solo cose grandi e meravigliose.
Anche se, dopo tutta questa assenza, della quale non sapete bene i motivi, come del resto anche il vostro papà, vi sembrerà impossibile, appena le pratiche burocratiche, istituzionali ce lo permetteranno, quando mi cercherete mi troverete che sarò lì ad aspettarvi.
Nicolò e Filippo, tutto questo perchè non c’è un solo giorno della mia vita, nei quali ho smesso di amarvi.
Assistenti sociali, avvocati, giudici, psicologi e psichiatri stanno impegnandosi facendo del loro meglio così spero, ma la tragedia che ci ha colpito è così complessa che la verità di ciò che è accaduto, ha richiesto un tempo che non solo per voi risulta un’eternità, ma anche per il vostro papà e tutta la mia famiglia, che è stata e che sarà per sempre anche la vostra.
So che è molto difficile questo momento per voi, provate a ricordare tutto quello che c’è stato fra di noi, sarà un forte appoggio per avere fiducia che sono un padre che cercherà di appagare tutti i vostri desideri, anche i più intimi.
Mi impegno a fare per voi più di quanto possiate immaginare, perchè io sono il vostro più grande sostenitore, sono anche un padre che sarà vicino a voi tutte le volte che vi trovereste in difficoltà.
Quando avrete il cuore spezzato, io sarò vicino a voi, così come un pastore si prende cura dei suoi agnellini io vi porterò vicino al mio cuore.
Quando ci permetteranno, speriamo quanto prima, di vivere insieme come prima, asciugherò ogni vostra lacrima dai vostri volti e vi sosterrò in ogni vostro dolore, io sono il vostro papà e vi amo più di ogni altra cosa al mondo, nessuno ce lo potrà impedire… mai!
E’ certo, fuori di ogni dubbio, che farò di tutto, anche nel possibile, per prevenire ogni vostra sofferenza, avendo cura di voi in ogni momento e in ogni luogo, fino a quando i miei occhi saranno aperti, sperando anche con la massima coscienza amorevole possibile per voi e per tutti quelli che avranno volontà di bene e serenità.
Non so quando riceverete questa mia lettera tra le mani; la garanzia è che questi sentimenti li ho avuti sin dal primo momento che si è interrotta la nostra comunicazione, con la tranquillità e la sicurezza per voi e per me, che non cambierà mai.
Sto facendo di tutto, insieme a tante anime umane e professionali, le quali hanno a cuore la nostra vicenda così terribile, non solo per noi, ma che, speriamo a breve, riavremo quello che ci aspetta e che avrà un sapore molto più speciale.
Amatissimi Nicolò e Filippo, nostri figli adorati, comprendo i vostri dubbi, anche io al vostro posto, senza notizie per un tempo così lungo, improvvisamente e sorprendentemente ne avrei avuti pure io, ma conosco la vostra forza del cuore e della mente, perciò fidatevi del vostro papà.
So anche di chiedervi, così in tenera età, "troppo", ma lo devo fare perchè è ciò che sento dentro di me e che voglio condividere con voi, sempre che mi sia consentito.
Vi vorrò bene lo stesso, anche se per un tempo avrete difficoltà a comprendere tutto quello che è successo e che sta accadendo in questo periodo così delicato della vostra vita.
Anche vostro padre ha avuto e sta avendo difficoltà a comprendere, ma il pensiero che ci siete è quello, non lo credereste, o forse avrete difficoltà a comprenderlo, mi donate tanta forza, tanto coraggio per poter andare avanti e lottare, e anche nello scrivere in questo momento.
Pur stando a distanza, i nostri affetti e sentimenti sono ancora più potenti di quando stavamo insieme. Nulla potrà mai separarci dal nostro amore per sempre, quanto prima ci rivedremo e io riuscirò a farvi la più grande festa che voi abbiate mai visto, insieme a tutti i nostri cari che vi hanno mai dimenticato.
Vi aspetto con grande, grande amore!"










