In questi giorni, in vista della chiusura delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico, sta tenendo banco la proposta, presentata praticamente in tutti i Collegi docenti delle Scuole primarie e secondarie, dell’istituzione della settimana corta. In sostanza si tratta dell’aumento giornaliero delle ore di scuola durante la settimana attraverso varie opzioni, che possono prevedere aperture anticipate e chiusure posticipate (orario 8-14) o pomeriggi di rientro, per permettere la chiusura nella giornata di sabato.
Non vogliamo entrare nel merito delle valutazioni didattiche, di personale o economiche. Partiamo però da una considerazione politica di fondamentale importanza: la scuola pubblica ricopre non solo una funzione educativa, ma è parte integrante del tessuto sociale, poiché risponde a diverse esigenze. A maggior ragione in virtù di un mercato lavorativo profondamente cambiato e oggi molto più flessibile rispetto al passato, che richiede nuove competenze da soddisfare attraverso un’offerta formativa più ampia. Questo particolare aspetto della questione non attiene alle opinioni, ma alle esigenze delle famiglie; esigenze che, come si sa, sono oggettive e non soggettive. Molti genitori hanno evidenziato numerose difficoltà nel caso in cui i propri figli dovessero rimanere a casa il sabato mattina: difficoltà relative ad esigenze lavorative e di organizzazione familiare.
Qualunque sia l’opinione di ognuno sull’argomento, una collettività solidale non può non farsene carico. Tanto più per una istituzione come la scuola pubblica. Ci chiediamo se non sia possibile, all’interno di un’ampia offerta formativa come quella del nostro territorio, differenziare la scelta, per venire incontro a tutte le varie esigenze delle famiglie.
Esprimiamo le nostre considerazioni senza dare un giudizio, diversamente da ciò che si è visto in queste settimane con attacchi via social inaccettabili, che danneggiano l’immagine di una scuola di qualità come quella della IV Novembre, ribadite in altre occasioni anche nei confronti dell’Omnicomprensivo Salvatorelli Moneta. Cerchiamo esclusivamente di rappresentare non solo un punto di vista politico sulla funzione della scuola, ma anche quelle famiglie che probabilmente non saranno rappresentate da nessuno se non da loro stesse.
In ogni caso, il problema di come il servizio pubblico possa dare risposte a chi non trova soluzione per i propri figli nel sabato mattina, è un problema di tutti e non si può scaricare semplicemente sulle famiglie. Auspichiamo un intervento dell’Amministrazione per farsi carico di queste problematiche.










